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L'infanzia furlana
(Elio Bartolini)
Descrizione - Prima pagina - Rassegna Stampa
Descrizione
Elio Bartolini nella sua lingua poderosa e aristocratica piena di succhi ancestrali, dà del Friuli, terra appartata e originale, un quadro ineguagliabile affidandosi alla memoria (candida e concreta) della sua infanzia contadina cattolicissima. L’infanzia furlana rappresenta una Codroipo ruspia e quasi tutta devota, dove si confrontano nel 1931 i fascisti e i cattolici locali; una Udine singolare, e non certo di maniera, nella quale emergono il nobile del "sestàt", l’impiccato Baldùs che aveva ucciso il prete Bianchi Giovanni e Tutine, la "fantate" del contado che sta facendosi città; poi tutto il tessuto di una civiltà comunitaria e liturgica come era quella del Friuli degli anni ’20 e ’30. insieme si compone anche il formidabile affresco di Conegliano, colta nel giorno tumultuoso della Conciliazione (11 febbraio 1929).
La nonna materna di Bartolini finisce per stagliarsi incommensurabile su tutto il libro come un nume tutelare, come divinità furlana che ha comunque le sue debolezze. Le fanno corona Tobia, che rende palpabile l’atmosfera dei mercati rustici di un tempo e il fascino di quei personaggi indimenticabili che sono stati i mediatori di paese, nonché l’articolata scultura del cavallo "di guerra" Bottecchia.
Il grande scrittore ha, in quest’opera narrativa così atipica dal punto di vista memoriale e anche storico, la folgorante capacità di vincolare e di rendere vivi, dentro un mondo organico, realistico e immaginoso, i particolari, i personaggi, gli ambienti.
Prima pagina
DEL FRIULI, DI CODROIPO
E DI MIA NONNA
Nessuno mi parlerà di Codroipo come mia nonna: con quel gesto e quell’ammiccare ed una significazione di pause e la contenuta gravità delle esclamazioni. E nessuno mi darà l’equivalente di certo racconto che riprendeva, ingigantendolo negli inciampi della memoria, il racconto della nonna di mia nonna: quella che, davanti alla porta della sua osteria, aveva visto Napoleone mentre, su un cavallo bianco e in tutto uno sfolgorio d’oro nelle redini e negli speroni, passava di carriera cacciando il daino nelle campagne attorno alla villa di Passariano, e dopo, nelle veglie di stalla, aveva ascoltato i parlari della campagna di Russia quando i granatieri di Eugenio, per sfuggire all’assideramento, si facevano cucire nel ventre dei cavalli.
Era così forte quell’immagine di uomini intorcinati l’uno sopra l’altro nelle carcasse ancora calde e palpitanti che, come mi fossi ostinato a fissare il sole a palpebre aperte, finivo per vedere tutto bianco e tutto rosso, tutto neve e tutto sangue.
- Proprio nel ventre di nonna?
- Proprio, era la sua assoluta certezza. – Come i Turchi.
Che però, il ventre, glielo avevano aperto ai Cristiani. Anche a quelli di Codroipo. Quando, non mi riusciva di capire bene: che,a d Aquileia, c’erano ancora i patriarchi, mia nonna si sbrigava sommando antichità ad antichità mentre, sul come, era ancora più vaga: assatanati, quei Turchi, indemoniati proprio se, una volta davanti alla "cortina" di Codroipo, pure alta di pietre e di pali e di spini, l’avevano scavalcata come facendosi una piroetta. E a quei poveretti di paesani, asserragliati nella chiesettina di San Biagio, gran santo, ma evidentemente solo contro il gozzo, non era rimasto che piangere e ancora piangere e pregare: d’aver salva almeno la vita.
(…)
Rassegna Stampa
I Ricordi Di Un Bambino Nel Friuli Di Ieri ("Famiglia Cristiana", 25 Febbraio 1998)
Il Richiamo Della Famiglia ("Diario Della Settimana" N.4 Pag.59, 28 Gennaio 1998)
Anno Nuovo: E’ L’ora Di Leggere Dei Romanzi E Della Poesia ("Gente", 3 Febbraio 1998)
E’ Un Amarcord D’autore ("Italia Oggi", Sabato 8 Novembre 1997)
I Racconti Di Elio Bartolini ("Il Gazzettino", Terza Pagina, 12 Novembre 1997)
"L’infanzia Furlana" Di Elio Bartolini ("Il Giornale", Sabato 22 Novembre 1997)
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