Il Rosone

Il vino viene dall’uva, ma per essere buono ha bisogno di un lavoro amoroso e tenace e di una tecnica sapiente, capace di esaltare gli umori peculiari della terra. Il vino però è anche festa, premio alla fatica e alla maestria dell’uomo. Il “profumato liquore” si rivela come un “limpido bene culturale”, un amabile e non quantificabile ‘minusvalore’, cui contribuiscono apporti visibili e invisibili.

Ulderico Bernardi, nella sua lingua colta e insieme briosa, attraversata spesso dalla poesia, struttura un’opera originale che s’incarna visivamente; che discende a recuperare riti ancestrali, proverbi e modi di dire popolareschi, e anche un po’ di storia. L’elogio del buon vino non è a senso unico; riconosce, invece, i pericoli della “cara bevanda”, le sofisticazioni, gli eccessi, i misfatti.

Lo scrittore trevigiano, in una sintesi equilibrata fra tradizione e mutamento innovativo, argomenta appoggiandosi ai Padri della Chiesa, a grandi filosofi, a poeti come Noventa e Barbarani, agli scrittori agricoli sapienziali degli ultimi secoli della Repubblica Veneta. E, alla fine, incorona la sua opera con una poderosa, variegata “Cantinetta letteraria”.

La festa delle vigne sa cogliere il sentimento gioioso delle feste contadine della vendemmia, il senso profondo della festa popolare, la coralità atavica che crea comunità e armonia di rapporti umani in una sorta di suggestiva e terragna sinfonia musicale. Ed è anche una magnifica celebrazione di grandi vini che primeggiano nelle terre tra Piave, Friuli e Istria e che hanno nomi di creatura: Prosecco, Raboso, Picolit, Terrano-Refosco e Malvasia; naturalmente non trascura le grappe, dentro una cornice di solare umanesimo.

Altre opere di Ulderico Bernardi edite da Santi Quaranta

Una Terra antica

Il tesoro dei padri

Il lungo viaggio

Il profumo delle tavole

La piccola città sul fiume

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