Il Rosone

Protagonista di questo ‘romanzo’ è la crocerossina del Tomba, del Monfenera, del Grappa, realmente esistita: Ada Andreina Bianchi, di nobile famiglia di Cavaso, nella Pedemontana trevigiana. Lei ha lasciato in poche pagine una lancinante testimonianza, dopo la rotta di Caporetto di fine ottobre 1917, da cui Giancarlo Cunial è partito per questo suo originale ‘diario’ che nulla ha a che vedere con i tanti libri militareschi che stanno uscendo in occasione del centenario della grande guerra.

La crocerossina perde, qui, i suoi tratti reali per diventare personaggio-simbolo di una classe agiata, di una temperie storica che crede nell’interventismo e nel nazionalismo. L’Autore scende a esplorare, nitidamente, l’animo femminile di Ada; lo scruta a fondo fino ai capillari della coscienza, accompagnandone il mutamento con acuta sensibilità; prima dubbiosa nei propri convincimenti, poi eroina, non della guerra ma della pace: “Voglio continuare a lottare… Ma per la pace […]. Perché seguitare a scrivere? Il silenzio è la mia voce più bella”.

La crocerossina del Grappa rivela una lingua limpida, spesso martellante e concitata, mai aspra. Questo ‘diario’ possiede una sua coralità d’insieme che va oltre la personalità di Ada Andreina, il narratore mostra con incisività il reale volto della guerra nei suoi aspetti più veritieri: la strage inutile dei militari e dei civili, la disperazione dei profughi, lo sgomento dei soldati mandati all’assalto; l’abnegazione dei parroci, tra cui spicca la grande figura di mons. Brugnoli, prevosto di Asolo.

Dunque Giancarlo Cunial ritrae con verità la vita e la storia, nella tessitura quotidiana e segreta, conquistando il lettore con un’opera notevole, diversa, di straordinario impatto e sincerità.

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