i ciclamini

Luigina Battistutta ha una scrittura versatile: accanto a una vena poetica nativa, il suo mondo è caratterizzato da una cifra realistica che la fa compartecipe dei problemi esistenziali e delle situazioni sociali meno fortunate. Nella sua narrativa vi è una forte dimensione fantastica e magica cara alla sensibilità dei bambini, e anche una presenza scherzosa e lievemente umoristica che la rende simpatica ai lettori. Non trascura la storia, ma solo per brevi accenni.

La scrittrice friulana è umanissima: attraversa la regione Giulia e il Friuli che fu asburgico con orma tenue e affettuosa: inizia il suo “viaggio antropologico” da Trieste e Muggia, si sofferma sulle alture petrose e ardenti del Carso, tocca Gorizia, Gradisca, Cormons con il suo territorio vinicolo del Collio, il lago di Doberdò; scende a Monfalcone e alla foce del fiume Timavo, dopo essere salita alle smeraldine sorgenti dell’Isonzo. Alla fine s’incanta dinanzi all’isola d’oro di Grado.

Le sue fiabe e leggende s’accendono appena d’una fiamma etnografica popolare: infatti sono poco nordiche, lontane dall’orrido; risplendono per lo più di colori pastello o di una levità che le alza a una luce aurorale. Esse hanno le persone come protagonisti, abbozzate con serenità e saggezza psicologica; naturalmente si affollano di animali e di esseri meravigliosi mentre le atmosfere sono soffuse, appena rosate, ma l’autrice non nasconde le radici della verità e della vita.

Luigina Battistutta è una scrittrice piana, colma di una felicità narrativa spontanea, eppure conosce gli uomini, la loro anima profonda, il loro dolore. Non estremizza le situazioni, ma smorza l’enigma della storia e dell’esistenza in una dolcezza docile, quasi austera.

Altre opere di Luigina Battistutta edite da Santi Quaranta

Fiabe e leggende della Livenza

Il mercante delle Alpi

Fiabe e leggende del Tagliamento

Caterina, la contrabbandiera friulana

Fiabe e leggende del Cadore

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