Il Rosone

Andar per uccelli, già proposto in due “trattatelli” – separati nel tempo – da Scheiwiller, principe dei “piccoli” editori italiani, esce ora in un unico libro articolato nelle sezioni intitolate Con il vischio e Con le reti.

In quest’opera geniale e creativa, Giacomini è il gran patriarca di un mondo perduto al cui centro stanno le creature degli uccelli e la loro compagnia. Il mondo della Bassa Friulana è ancestrale e biblicamente duro, gli uccelli vengono catturati dall’uomo mediante un “giuoco” astuto e anche crudele all’interno di un orizzonte mosso e visivo, attraversato da una musicalità continua che si trasforma in vera e propria sinfonia.

Nella sua Nota, Gian Mario Villalta osserva: “E’ il mondo dell’infanzia che qui risplende, sono i primi incontri con la notte e con il silenzio, il rivelarsi della luna”. L’autore esprime “una realtà antropologica (e ancora prima biologica e alimentare) in via di estinzione, legata ai cicli naturali, ai saperi del clima, della geografia e delle specie viventi”; Giacomini è “un diagnostico eccellente della realtà ambientale”.

I ritratti fulminanti, e quanto mai bellissimi, del cardellino, della civetta, del pettirosso, del tordo, della “lodoletta” (solo per citarne alcuni) si compongono in un mosaico affascinante e spesso affettuoso per quelle creature, pur nel sedimentarsi di un dato nativo forte e terragno. La lingua di Giacomini può essere beata e cruda nel ritratto, giocosa e pungente, tendendo a farsi, anche nell’accensione, divertita/divertente/gustosa, perfino paradossale; “barocca” e popolare insieme.

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