EDITRICE SANTI QUARANTA

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"Avvenire", 4 febbraio 2005

 

Giacomini racconta l'etimologia spirituale del vino

di Claudio Toscani

 

Se parlo di etimologia "spirituale" a questo proposito di un libro che in larga parte racconta storie di vino e vignaioli, di cantine e di osterie, non faccio né intendo suscitare doppi sensi. Basterebbero i numerosi riferimenti biblici al prodotto dell'uva per riconferirgli tutta la forza del suo umano e sacro significato. Amedeo Giacomini, filologo e traduttore, narratore e poeta friulano di vasto carnet bibliografico, popola questo suo libro, oltre che di viaggi tematicamente legati al vino, anche di uomini e donne della sua terra che variamente celebrano il "nettare degli dei", la passione di Bacco, l'ebbrezza di Noé, il liquido comprimario di ogni celebrazione di vita.

Metafore a parte, Giacomini ci introduce al suo "oggetto" narrativo nel ricordo del pauroso terremoto friulano del maggio 1976, che di nulla ebbe rispetto, non delle case o delle cose, degli uomini o del lavoro, ma non poté radere al suolo ciò che, per sua natura eternamente infisso al suolo, rappresentò in questi giorni il simbolo e il "succo" della speranza. Con una prosa che è plasma di immagini, di aneddoti, di  meditazioni, e cola nella frase con parole di suscitante vivezza a creare atmosfere d'antica attualità e di sempreverde cultura del bere, giustamente queste pagine ostentano la civiltà del vino in parallelo alla civiltà dell'arte, della musica, e in definitiva dell'esistere, in ferita contrapposizione alla rovinosa modernità industriale che al vino riserva venefiche sorti progressive, e su rari se non sparenti vitigni esercita una barbarie che, dimentica del tempo della disponibilità, vive il tempo della premura produttista e consumistica.

Quando antichi ministri di mistiche vigne davano invece alla intoccabile alternanza delle stagioni, degli anni e dei decenni, degli invecchiamenti e degli accorgimenti, modi e durate di sapiente armonia, di intesa robustezza o di sapida grazia e dignità. Il viaggio di Giacomini è una cavalcata enologica ma anche di schietta umanità, tra taverne e cantinieri, piccoli e grandi produttori, nobildonne e contesse, vecchie scrittrici e vere donne friulane, scampoli di parlate terragne ma anche di quella speciale, ammiccante coralità che connota certi silenzi di amena degustazione. E Friuli come scrigno di perle nascoste, ossia come emblematica enoteca del mondo, tra vini ricercati o popolari, reali o ducali, rotondi e stupendi.

webmaster Marco Giorgini