EDITRICE SANTI QUARANTA

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"La Provincia", 15 aprile 2002

 

MAESTRI.  L'Editore Santi Quaranta pubblica il "VIaggio attraverso la Scozia" di Theodor Fontane

Un gentleman nella terra delle meraviglie

 

di Mattia Mantovani

 

Un'attenta analisi del panorama libraio italiano (ma non solo) porterebbe forse alle conclusioni alle quali più di duecento anni fa era già arrivato Goethe, che si era augurato un girone dell'inferno destinato esclusivamente agli editori.

Si potrebbe anzi dire che il girone infernale già esiste, ed è tristemente popolato da libri annunciati e mai usciti, libri annunciati e purtroppo puntualmente pubblicati, scrittori di terzo o quarto rango che si credono la reincarnazione di Tolstoj, traduttori trattati come mendicanti e retribuiti con paghe da fame, grafomani di professione e squallide pratiche masturbatorie fatte passare per prodotti dell'ingegno. Sottrarsi a questo girone infernale è estremamente difficile, e dunque vale la pena di sottolineare e portare alla luce i pochi esempi di un'editoria non ancora abbruttita, incanagliata e piegata alle mode. Uno di questi esempi è rappresentato da un piccolo editore di Treviso, Santi Quaranta, che annovera nel proprio catalogo anche i due titoli di Theodor Fontane, uno dei grandi classici della letteratura tedesca dell'Ottocento.

Il primo titolo, Infanzia sul Baltico, è stato pubblicato nel dicembre del 2000 ed è già arrivato alla seconda edizione, a dimostrazione del fatto che i buoni libri possono ancora essere venduti e apprezzati. Il secondo titolo, invece è da qualche settimana nelle librerie: si tratta di Viaggio attraverso la Scozia (traduzione di Carmen Putti, 244 pagine, 12,91 euro), pubblicato originariamente nel 1860, uno splendido e avvincente resoconto di un lungo viaggio che Fontane intraprese nell'estate del 1858, in compagnia dell'amico Bernhard Von Lepel.

Theodor Fontane è noto soprattutto come romanziere. I suoi capolavori, in particolare Effi Briest e Il Signore di Stechlin, nascono dal felice incontro tra una finissima e delicata capacità di introspezione e la temprata e malinconica descrizione del tramonto della grande "humanitas" ottocentesca, un tramonto che per il prussiamo Fontane (e dopo di lui anche per Thomas Mann) si identificava con la riduzione dell'etica al mero spirito mercantile. Ma la sua scrittura morbida e avvolgente e il suo stile sempre lievemente ironico ed elusivo si incontrano anche negli scritti apparentemente minori, come appunto Viaggio attraverso la Scozia.

Il libro, infatti, ha l'incomparabile dono della misura e della leggerezza: i paesaggi, le persone, le città, e gli edifici (si leggano ad esempio le magnifiche descrizioni del castello di Edimburgo, della brughiera di Culloden-Moor e dell'abbazia di Melrose) emergono dalle pagine di questo libro senza alcuna prepotenza.

Non chiedono di essere visti e ammirati come pregevolezze turistiche, non si impongono allo sguardo, non fanno ancora parte di quell'immenso mistero turistico che è ormai il mondo.

E Fontane si rivela tutt'altro che un viaggiatore incantato e imbambolato e impegnato a capire come vanno le cose: è piuttosto un simpatico gentleman tedesco, ricco di humor e intriso di elegante tristezza.

webmaster Marco Giorgini