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Viaggio attraverso la Scozia
(Theodor Fontane)
Descrizione - Prima pagina - Rassegna Stampa



Descrizione

Theodor Fontane compie, nell’estate del 1858, un viaggio attraverso la suggestiva terra di Scozia, che racconterà poi con quella sua lingua signorile e familiare, efficace e puntigliosa, ma anche amabile e sorridente. Il cuore e gli occhi del grande scrittore tedesco si soffermano soprattutto a Edimburgo, però indugiano anche a Linlithgow, Stirling, Perth, Inverness e Oban; Fontane tocca le corde più alte nella bellissima storia riguardante “La Dama del Lago”. Sempre accompagnato dal fedele amico Bernhard von Lepel al quale dedica il libro, visita la brughiera di Culloden-Moor, l’abazia di Melrose, le isolette di Staffa e di Iona; Abbotsfort, la dimora-castello di Walter Scott, e tanti altri luoghi, terre e laghi scozzesi. Naturalmente s’interessa alle “case abitate dagli spettri”.

Come scrive il valente germanista Giuseppe Bevilacqua – nel profilo su Fontane che precede Il signore di Stechlin, Garzanti – con Viaggio attraverso la Scozia “è il passato, la storia come leggenda, il culto di una tradizione patriarcale ad affascinarlo”. La memoria si manifesta sobria, senza enfasi, attraversata da uno humor sottile e costante; Fontane ritrae una realtà con lo sguardo, penetrandola e dilatandola poi con la forza delle osservazioni profonde, ma anche con gustosi aneddoti storici e di costume. Una psicologia sapienziale dipinge le anime, gli interni dei gruppi e la vita quotidiana della gente in movimento. Quest’opera – sostiene Bevilacqua – “si distende in un periodare agiato e pastoso, in cui l’erudizione storica perde ogni aridezza trapassando nella pittura d’ambiente e di paesaggio, di grandi linee, ma con particolari di impressionistica freschezza”. Viaggio attraverso la Scozia si smoda, nell’insieme, come un itinerario minuzioso e poliedrico, che delinea, non solo la realtà ambientale, ma scandaglia pure l’arte e la storia. Si tratta della più bella “guida” esistente sulla Scozia che viene ora tradotta, per la prima volta, in italiano da Carmen Putti.


Prima pagina 

 

DA LONDRA A EDIMBURGO

 

   Battute, colpite, incalzate, spronate

fendevano l'aria a dieci miglia all'ora

 

(Antico canto: Le streghe di Inverness

 

 

   "Verso la Scozia, finalmente!". Le valige erano pronte, i biglietti acquistati e quando il treno della notte si mise maestosamente in movimento e si lasciò alle spalle la stazione di Kings-Cross, mi tornò alla mente una circostanza simile, di ben quattordici anni prima, quando, per la prima volta, mi dissi: "Verso l'Inghilterra, finalmente!".

 

   Simile, sottolineo, perché quattordici anni sono lunghi e ci sottraggono gran parte dell'entusiasmo e della facoltà di gioire. Ciascuno di quei giorni che decisero il mio viaggio è fissato indelebilmente nella mia memoria. Ero soldato e prestavo servizio come guardia reale. Con noi l'ufficiale aveva il suo bel da fare, eravamo infatti venti o più volontari e chiunque sia stato soldato sa cosa comporti il doversi confrontare con le guardie volontarie. La disciplina era carente, in compenso però non mancava il buon umore e mentre alcuni di noi saltavano su tavoli e panche, altri giocavano a carte o tentavano di darsi un contegno marziale con la narrazione di aneddoti di condottieri e compagnie. Era una splendida giornata di maggio e io, assetato di aria fresca, avevo preso il posto all'esterno, nel porticato; non ancora abituato all'elmetto, lo muovevo continuamente sul capo mentre osservavo l'ampio piazzale dell'Opera che si stendeva di fronte a me inondato dal sole. Un leggero colpetto sulla spalla mi scosse. Sollevando lo sguardo scorsi l'amico abbronzato dal sole, in abbigliamento da viaggio, l'immagine stessa della felicità cui ben si addice il beatus ille del poeta. Rise dell'appellativo "granatiere" che gli suonava ancora nuovo rivolto a me e mi chiese in maniera spiccia: "Vuoi venire con me in Inghilterra? Parto domani sera".

 

(...)


Rassegna Stampa

Il "vecchio Fontane" dà ancora lezioni di scrittura (Il Giornale, 2 luglio 2002)

Un gentleman nella terra delle meraviglie ("La Provincia", 15 aprile 2002)


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