EDITRICE SANTI QUARANTA

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"Corriere del Veneto", 3 febbraio 2005

"Storia di Matteo", il ricatto del figlio illegittimo

di Isabella Panfilo

 

C'è qualcosa di magico nella scrittura, a volte. La materia finita che ci determina è destinata a svanire, ma incontrando la parola scritta essa ritrova una forma di perpetuità che la ricrea e trasmuta. A volte. E' quanto sta accadendo alla figura di Antonio Russello, scrittore siciliano trapiantato nel Veneto fin dalla giovinezza, scomparso quattro anni fa, che ha lasciato un'eredità spirituale in un corpus di opere inedite di grande ricchezza. L'Editrice Santi Quaranta, dopo l'Isola innocente del 2002 e La luna si mangia i morti del 2003, ha pubblicato ora Storia di Matteo, un altro prezioso tassello della cartografia siciliana di Antonio Russello. Scritto nel 1970 (Russello era nato il '21) il romanzo si apre con una visione di terra e cielo entro i quali contrade, palazzi nobiliari, giardini di agrumi non compaiono come scenario di atmosfera, fondale ad effetto paesaggistico, ma come attori veri e propri, riprodotti (passati allo scanner, si direbbe oggi) da una memoria lucida, esente da ripiegamenti nostalgici, acuta come uno strumento di precisione, nella ricognizione dei luoghi dell'anima.

La narrazione, in prima persona, si figura come un breve romanzo di formazione, nella Sicilia occidentale della prima metà del XX secolo. Matteo, figlio illegittimo di un nobile e di una contadina, risale la scala sociale dal gradino più basso di servo fino alla dignità di contabile, grazie a intelligenza e sensibilità fuori dall'ordinario, affinate dallo studio e mosse dal desiderio di conoscere il padre e ritrovare quella radice profonda di cui si sente frutto disconosciuto. La avventura esistenziale del protagonista è un ottimo artificio che permette a Russello affondi nelle atmosfere cupe ed assolate insieme della terra di Sicilia: la complessa liturgia dei palazzi baronali, gli scherzi feroci dell'annoiata gioventù dorata, lo sbarco degli americani, molti dei quali legati all'isola dal filo dell'emigrazione. Anche in Storia di Matteo, come i due romanzi già pubblicati, lo stile inconfondibile della scrittura di Russello si dipana come una matassa intricata e lucente, forte di un'architettura sintattica articolata, eppure mai ridondante, che non teme il paragone con la migliore prosa italiana del Novecento.

webmaster Marco Giorgini