Francesco Lucchin
Ritorno alla Casa Rossa
Santi Quaranta, pagg. 158, lire 20.000
Se la prefazione di Mario Rigoni Stern non fosse sufficiente a invogliare alla lettura del libro, a garantire la freschezza di queste pagine basterebbe il fatto che l’autore non è romanziere di professione ma cosmologo e direttore del Dipartimento di astronomia di Asiago. Dietro l’apparente semplicità del racconto rivivono le voci ormai lontane, i profumi, i sapori intensi di un angolo d’Italia – Lesina, paese dell’Alto Vicentino – negli anni al mezzo di questo secolo che sta per chiudersi dopo tante guerre e mutamenti.
Memorie d’infanzia e di prima giovinezza, certo, come ciascuno di noi potrebbe averne. Ma proprio in questa tranquilla normalità sta il fascino sottile del libro che si può leggere in più modi: come nostalgia di un tempo irrevocabilmente trascorso che fa bello ogni momento sia di gioia sia di sofferenza; come recupero di valori familiari di onestà, amore per il lavoro, disponibilità verso il prossimo, legame ancora vivo con la terra in cui si è nati, con le sue storie e le sue leggende. Tuttavia il racconto non si distinguerebbe dal cumulo degli onesti libri di memorie se non fosse per un’originale e forse inconsapevole dimensione che lo caratterizza: quella di piccola enciclopedia della vita quotidiana di un ragazzo italiano "d’altri tempi": la scuola, i compagni, le feste, le fantasie, le letture, le avventure, le magie, il sesso, la morte. Un patrimonio che non deve andare perduto.