"Famiglia Cristiana", 17 aprile 1996
UNA MADRE, UN PADRE E UN FIGLIO FERITO
Paola Faccioli
Marta e il bambino di cera
Santi Quaranta, pagg. 137, lire 20.000
È un racconto dove la tenerezza si alterna al vigore, la dolcezza alla durezza, mentre le parole scavano dentro al mistero del dolore innocente, indagano su dio e su quella che può parere la sua indifferenza agli uomini, cercano di penetrare nella Babele dei sentimenti e delle passioni umane. Paola Faccioli non è nuova a questa dimensione tutta interiore della scrittura: sperimentata in altri romanzi, qui procede sostenuta da un ritmo serrato e da una religiosità antica, nutrita di moderne inquietudini.
Sullo sfondo di un Medioevo sul quale pesa la tristezza di paesi segregati e di vite negate, si snoda la vicenda di Marta, una ragazza illegittima, allevata dalle suore, che lascia il convento per andare sposa a uno scultore che crea statue di Gesù Bambino. Dopo i primi mesi di felicità, la nascita di un bambino che ben presto si rivela malato nello spirito e nel corpo spinge la giovane a mettersi in viaggio verso oriente per ottenere la guarigione della creatura con un pellegrinaggio nei luoghi della devozione e della fede.
È una sfida che Marta, lacerata da un dolore che non riesce ad accogliere, lancia a Dio, mentre il marito cerca sollievo al proprio orgoglio ferito modellando un nuovo Gesù Bambino da offrire alla chiesa in cambio dell’agonia del figlio. E sarà proprio nella sostituzione del Bambino di cera con quello reale che il mistero dell’umana sofferenza troverà, se non una risposta, un’accettazione nutrita di speranza.