EDITRICE SANTI QUARANTA

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"La Civiltà Cattolica", 12 maggio 2002

 

Le "Manovre" di Amedeo Giacomini

di A. Spadaro

 

Non stupisce che sia la casa editrice Santi Quaranta a rendere nuovamente disponibile ai lettori il romanzo di A. Giacomini pubblicato per la prima volta da Rizzoli 35 anni or sono. 

L'editrice trevigiana pubblica pochi testi ogni anno, ma tutti scelti con cura e realizzati con stile ormai ben riconoscibile. L'A. è filologo, traduttore, narratore, ma soprattutto poeta. La trama di Manovre si presenta quanto mai essenziale e immersa in un'atmosfera metafisica. E' ambientata negli anni Cinquanta in Friuli, presso il Tagliamento. Il testo ricostruisce le manovre militari della divisione corazzata "Ariete" in anni in cui la questione di Trieste e dell'Istria non era ancora stata risolta dal trattato di Osimo del 1975. Le truppe, in gran numero, venivano impegnate in continue esercitazioni. Esse, nel romanzo cacciano via dalla sua casa un uomo solitario e un piviere nerastro con sul dorso piccole macchie di porpora argentea, che, lamentandosi, passava di cespuglio in cespuglio.

 Ogni movimento è registrato con una pietas fedele, con occhi che sanno cogliere ogni movimento del reale e seguirlo con occhi tesi e dunque attenti. La storia del romanzo è anche la storia dell'acqua e del bosco, degli animali e degli alberi, e i personaggi sono ridotti agli altri elementi della scena narrativa. Essa è permeata di tensione etica, data dalle popolarità di violenza e amore senza però alcuna concessione all'indagine psicologica, che è appunto del tutto inesistente.

La prosa di Giacomini è asciutta, netta. L'approccio al mondo e alle cose è lente, penetrante, alla maniera di una ricognizione che, pur registrando la realtà, sa che essa è avvolta in un mistero inviolabile e silenzioso. La realtà, dalla quale mai ci si stacca, si colora di allusioni e connotazioni che la rendono subito metaforica o, meglio, la costituiscono come una rete aperta di simboli senza alcuna definizione o chiusura. L'A. sa modulare la resa delle percezioni. L'incipit è subito sonoro: "Dapprima se ne udì soltanto il rumore - la sirena da campo lo soffocò cacciando un fischio acuto, prolungato mentre gli uomini fuggivano ad appiattirsi tra i tronchi della pioppaia - poi l'aereo, una cicogna da ricognizione, apparve sopra gli alberi" (p.7). Giacomini fa entrare il lettore nell'ambiente della sua narrazione con lentezza ed efficacia. Lo zoom sull'aereo segue prima il rumore e poi una visione grandangolare. E' soltanto un esempio.

Ancora più efficace, forse, è il ricorso, di movimento opposto, alle pure immagini: "Apparve un segno rosso all'orizzonte, che, rapidamente slabbrandosi, sciolse la nebbia aggrumata intorno alle cime degli alberi, per lasciarle nitide, dure gocciolanti" (p.13).

La natura visiva e sonora della prosa di Giacomini rende la riscoperta dell'editrice Santi Quaranta quanto mai valida. Ricordiamo che la stessa editrice nel 2000 aveva ripubblicato sotto forma di dittico, dal titolo Andar per uccelli, due treattatelli già editi da Vanni Scheiwiller rispettivamente nel 1969 e nel 1990.

webmaster Marco Giorgini