Non stupisce che sia la casa editrice Santi Quaranta a
rendere nuovamente disponibile ai lettori il romanzo di A. Giacomini pubblicato
per la prima volta da Rizzoli 35 anni or sono.
L'editrice trevigiana pubblica pochi testi ogni anno, ma
tutti scelti con cura e realizzati con stile ormai ben riconoscibile. L'A. è
filologo, traduttore, narratore, ma soprattutto poeta. La trama di Manovre si
presenta quanto mai essenziale e immersa in un'atmosfera metafisica. E'
ambientata negli anni Cinquanta in Friuli, presso il Tagliamento. Il testo
ricostruisce le manovre militari della divisione corazzata "Ariete" in
anni in cui la questione di Trieste e dell'Istria non era ancora stata risolta
dal trattato di Osimo del 1975. Le truppe, in gran numero, venivano impegnate in
continue esercitazioni. Esse, nel romanzo cacciano via dalla sua casa un uomo
solitario e un piviere nerastro con sul dorso piccole macchie di porpora
argentea, che, lamentandosi, passava di cespuglio in cespuglio.
Ogni movimento è registrato con una pietas
fedele, con occhi che sanno cogliere ogni movimento del reale e seguirlo con
occhi tesi e dunque attenti. La storia del romanzo è anche la storia dell'acqua
e del bosco, degli animali e degli alberi, e i personaggi sono ridotti agli
altri elementi della scena narrativa. Essa è permeata di tensione etica, data
dalle popolarità di violenza e amore senza però alcuna concessione
all'indagine psicologica, che è appunto del tutto inesistente.
La prosa di Giacomini è asciutta, netta. L'approccio al
mondo e alle cose è lente, penetrante, alla maniera di una ricognizione che,
pur registrando la realtà, sa che essa è avvolta in un mistero inviolabile e
silenzioso. La realtà, dalla quale mai ci si stacca, si colora di allusioni e
connotazioni che la rendono subito metaforica o, meglio, la costituiscono come
una rete aperta di simboli senza alcuna definizione o chiusura. L'A. sa modulare
la resa delle percezioni. L'incipit è subito sonoro: "Dapprima se
ne udì soltanto il rumore - la sirena da campo lo soffocò cacciando un fischio
acuto, prolungato mentre gli uomini fuggivano ad appiattirsi tra i tronchi della
pioppaia - poi l'aereo, una cicogna da ricognizione, apparve sopra gli
alberi" (p.7). Giacomini fa entrare il lettore nell'ambiente della sua
narrazione con lentezza ed efficacia. Lo zoom sull'aereo segue prima il
rumore e poi una visione grandangolare. E' soltanto un esempio.
Ancora più efficace, forse, è il ricorso, di movimento
opposto, alle pure immagini: "Apparve un segno rosso all'orizzonte, che,
rapidamente slabbrandosi, sciolse la nebbia aggrumata intorno alle cime degli
alberi, per lasciarle nitide, dure gocciolanti" (p.13).
La natura visiva e sonora della prosa di Giacomini rende la
riscoperta dell'editrice Santi Quaranta quanto mai valida. Ricordiamo che la
stessa editrice nel 2000 aveva ripubblicato sotto forma di dittico, dal titolo Andar
per uccelli, due treattatelli già editi da Vanni Scheiwiller
rispettivamente nel 1969 e nel 1990.