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Lorenzo
(Franco De Poli)
Descrizione - Prima pagina - Rassegna Stampa



Descrizione

Simone De Magistris, un professore di storia dell’arte appassionato di Lorenzo Lotto, insegue e scandaglia, quasi volesse confondersi con lui, la vita e la pittura del grande artista del ‘500 italiano, incompreso nella sua Venezia dominata dalla possente figura del Tiziano. Il Lotto se ne allontana, vagabondo e solitario, lasciando i segni della sua arte a Bergamo, Ancona e in centri minori della Lombardia e delle Marche, sino a rifugiarsi come oblato a Loreto.

L’autore, Franco De Poli, intreccia le due vite in una suggestiva sinfonia pittorica, in un "disordinato" affresco per racconto, fino alla morte a Loreto, radicalmente diversa per i due protagonisti: il Lotto si spegnerà di vecchiaia, mentre il De Magistris troverà tragica fine dinanzi a un capolavoro del Maestro. Un senso di smarrimento, di solitudine e di grande umanità percorre tutto il libro, che è attraversato dalla Morte, felpato e insinuante personaggio.

Lorenzo è un forte ritratto narrativo, biografico e psicologico del pittore rinascimentale, nella lingua piena di risonanze di De Poli, ma è anche la tragedia di un "oblato moderno", di un "eroe negativo", il De Magistris, che non riesce a superare il proprio "male oscuro" di vivere. Alla fine, sarà la misericordia a riscattare e a vincere.


Prima pagina 

I

 

Chi non ha vissuto in una casa a ringhiera, uno di quei fatiscenti edifici che la Milano dell’Ottocento ci ha lasciato in eredità, difficilmente potrà capire come si vive in questi casermoni abitati da anziani, da povere famiglie di immigrati che allineano in una sola stanza i letti di molti, inquieti bambini, o da giovani di passaggio decisi a procurarsi alloggi più decenti. Alcune di queste case hanno ancora gabinetti in comune, che si aprono alla fine del ballatoio, strette cellette dove si può usare, tra i miasmi, una scomoda "turca" spesso imbrattata all’inverosimile, e dove si soffre il gelo nei mesi invernali e il "soffoco" durante le calure estive, quando gli odori maligni si moltiplicano e si diffondono nelle abitazioni circostanti. Qui, assai spesso, si deve attendere all’aperto, in piedi e sotto l’occhio di tutti, che l’inquilino che ci ha preceduto finisca i suoi bisogni e ci apra sgarbatamente la porta sgangherata.

Io pure, che non sono più tanto giovane, non vedo l’ora di andarmene anche se, in verità, mi sento sempre attratto da questo antico mondo nel quale la vita si svolge allo scoperto, come in un teatro, e i fatti più insignificanti diventano capitoli di un infinito romanzo mentre quelli più abnormi finiscono col rientrare, pacatamente, in una specie di normalità collettiva. Tutti, dalle finestre che si affacciano ai ballatoi, dalle scale scomode, dalle fessure delle porte socchiuse, spiano tutti: e non c’è fatto privato che non diventi totalmente pubblico. La curiosità regna sovrana, la chiacchiera si diffonde a ondate come la calunnia di don Basilio, e non c’è avvenimento che non trovi le sue commentatrici, in genere donne avanti con gli anni che s’incontrano con in mano la sporta della spesa o fanno capannello nell’androne, sui pianerottoli delle scale o in casa di una coinquilina che offre il caffè o una bibita alle altre. Siamo ben lontani da quella segregazione che isola coloro che vivono nelle normali case d’affitto, dove i portoncini sono sempre sbarrati per paura dei ladri: qui, insomma è difficile, se non impossibile, godere l’isolamento di cui si sente spesso la necessità in tempi inquieti e travagliati come i nostri.

(…)


Rassegna Stampa

IL PROFESSORE AMICO DI LORENZO LOTTO ("Famiglia Cristiana", 31 gennaio 1996)

Inquieto Lotto di De Poli ("Il Mattino di Padova","La Nuova Venezia","La Tribuna di Treviso", 25 febbraio 1996)

Lorenzo Lotto ricompare in un "giallo" di anime ("Il Nostro Tempo", 14 aprile 1996)

Un pittore e il suo doppio ("Corriere del Ticino", Venerdì 29 marzo 1996)


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webmaster Marco Giorgini