Il Rosone

Quinta edizione con copertina rinnovata

Il narratore ripercorre, sulle orme del nonno materno Vittorio Ceconi, un “mitico” viaggio fino alle isole dalmate delle Incoronate; il racconto acquista la scansione narrativa dei “diari di bordo”, ma con una forma molto personale e articolata che «porta con sé tutto un mondo». Alcuni appunti di viaggio del nonno riguardanti la sua magnifica barca, l’Union Jack, e i “ricordi” di Silva permettono a Kitzmüller di ricostruire una vicenda familiare e di ricomporre un quadro dell’ambiente mitteleuropeo degli inizi del ‘900.

Reale, ma anche sognato, il viaggio: dal Friuli austriaco (Brazzano, Gorizia e Grado) approda alle favolose terre dell’Istria e della Dalmazia, costellate di porti e porticcioli (Muggia, Capodistria, Isola, Pirano, Portorose, Pola, Lussino) e di località turistiche coma Abbazia e Brioni, toccando isole e arcipelaghi sino a intravedere la «tragica bellezza» delle Incoronate.

Kitzmüller alterna «narrazione e descrizione, passato e presente, vicende e scenari, motivi dinamici e motivi statici» e si confronta con i luoghi attraversati dal nonno. Ne risulta una singolare ricerca della propria identità, un altro viaggio, punteggiato di “distrazioni” curiose, di pause e di emozioni piene di umanità. Viaggio alle Incoronate si caratterizza poi per la varietà degli stili: ora toccato dall’incanto e da un mite lirismo, ora dal parlare dimesso della quotidianità, ora dal genere epistolare e talvolta da riflessioni molto suggestive, con una capacità immaginativa che tende al visivo.

Per l’originalità di scrittura e di osservazione, questo libro si rende particolarmente affascinante a chi ama la vita di mare. Alla fine del viaggio il lettore può riconoscersi “esploratore” della propria anima.

Prima pagina

È possibile che vi siano avuti millenni
per osservare, riflettere, scrivere e che si
siano lasciati trascorrere come un
intervallo a scuola, in cui si mangia il
panino imburrato e una mela?
Sì è possibile.

Rainer Maria Rilke

L’idea di partire finalmente, mi emozionava. Per andare sino alle Incoronate dovevo affrontare una lunga navigazione solitaria che poteva essere anche di tre, quattro giorni – dipendeva dal tempo e dal mare che avrei trovato. Mi pregustavo però anche la meraviglia e lo stupore di fronte a visioni straordinarie. Laggiù volevo gettare l’àncora in ogni baia sicura, ormeggiare ad ogni piccolo molo dell’arcipelago. E starmene lì, seduto o sdraiato sul sedile del pozzetto, cullato nella quiete dell’attracco a vivere intensamente il lieve nulla di cui sono fatte le ore trascorse a bordo in certe sere silenziose e in certe notti luminose.

Attraversate da sciabolate di fasci di luce, forse dei fari di Blitvenica e della Sestrice, le notti alle Incoronate sono popolate da sagome di roccia bianca sotto il chiarore della luna e delle stelle, e l’oscurità a tratti è punteggiata dalle luci delle lampare di pescatori in cerca di grossi dentici che là assieme ai branzini, dicono, saltano da soli nelle reti quando il mare non è stregato… Mi sarei entusiasmato per i caratteri estremi e opposti di quelle bizzarre isole, incantevoli e spaventose, con paesaggi ora selvaggi ora idilliaci: deserti di pietra, oasi di pinete e oliveti, quiete baie, scogli e isolotti sferzati da un mare furioso, rifugi di pirati liburni, almissani e uscocchi e cimiteri di biremi e triremi romane e galee veneziane, chiesette antiche costruite da eremiti, raffiche salse di bora, scirocco e maestrale, qualche vigneto lungo la costa e qua e là magri prati per le pecore. Non potevo più guardare certe fotografie, ormai solo l’immaginazione riusciva a eccitarmi. Lungo le coste alte e rocciose il rumore della mia barca avrebbe messo in fuga stormi di colombi selvatici e di gabbiani che sarebbero sfrecciati dai loro nidi per volare radenti sull’acqua, o di marangoni che si sarebbero tuffati per immergersi sino a venti metri di profondità. Ma laggiù avrei pensato anche a luoghi assai più lontani: alla Terra del Fuoco, all’Alaska, alle coste sarde del Sulcis, al Labrador… (…)

Recensioni

“Un Ulisse moderno sulla rotta delle Incoronate”, Messaggero veneto, 4 ottobre 2000
“Kitzmueller, il mare della persuasione”, Il Gazzettino, 23 giugno 2000

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