Il fondaco

In un’analisi ricca ed efficace si snoda, in questo saggio, la luminosa storia degli obiettori di coscienza italiani contro il militarismo e la routine armata. Essi rifiutano il mestiere delle armi, ma non quello (tranne rarissimi casi) di un servizio ideale e sociale alla comunità nazionale.

Sergio Albesano, con equilibrio tra scrittura “narrativa” ed esigenze “scientifiche”, offre una suggestiva “galleria” di obiettori, veri “santi laici”, di diversa estrazione filosofica e religiosa, che si chiamano, per fare qualche nome, Pinna, Santi, Ferrua, Barbani, Gozzini, Fabbrini, Bellettato, i tanti testimoni di Geova. Spicca poi per umanità e coerenza la bella figura di Aldo Capitini, il padre anche ideologico della non-violenza in Italia. E naturalmente risplendono le figure di Giorgio La Pira e di don Lorenzo Milani. Il Concilio Vaticano II permette, quindi, che il problema dell’obiezione di coscienza si ponga radicalmente ai cattolici più sensibili, e all’opinione pubblica.

Il lavoro, puntiglioso e acuto, ha una sua organicità ben evidente, una cifra interiore che riconosce nella mitezza cristiana la prima radice della non-violenza, una completezza che lo porta a comprendere la “nuova legge” dell’autunno 1993, approvata soltanto dalla Camera dei deputati.

Questa Storia dell’obiezione di coscienza in Italia è il primo lavoro storico-giuridico d’insieme sulla delicata questione, cui non manca il sentimento di un paesaggio profondo dell’anima.

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