Il Rosone

La Sicilia di Siciliani prepotenti è una Sicilia antica, ancestrale: quella dell’infanzia e della giovinezza dello scrittore. Antonio Russello la attraversa con la sua inimitabile lingua che conferisce alla sicilianità una dimensione metastorica, ma questo status ‘eterno’ viene subito sgretolato dall’ironia e da un donchisciottismo amaro e corrosivo.
La ‘prepotenza’ dei Siciliani ha diverse caratteristiche e sfumature: si manifesta come una forma mentis poliedrica, ora grottesca, ora realistica; spesso irridente, al fondo drammatica e pungente. Russello fa sbarcare i suoi cinque milioni di Siciliani in Italia, conquistandola senza violenza; Gesù, in una ‘storia’ di straordinaria suggestione narrativa, non trova un Giuda traditore nell’Isola dolente e polverosa per cui è costretto a spostarsi in Palestina. Straordinario è pure il racconto dello sbarco americano in Sicilia, così diverso, originale, a suo modo umoristico, rispetto ai soliti resoconti letterari, dove i mezzi corazzati del generale Patton vengono contrastati da una “sfilata” interminabile di asini. La ‘prepotenza’ siciliana è qui chiaro antidoto, come diversità ancestrale, alla ‘modernità’ americana nel dialogo inquietante tra il soldato siciliano Giorgio Patti e l’ufficiale statunitense Louis Sullivan.
In una pagina eccezionale, dove il pane siciliano cotto nel forno a legna si contrappone ai “surrogati americani”, Russello scrive: “E [il soldato negro] scoprì che l’atto d’ingoiare quella mollica antica e profonda era quello dell’uomo che parla all’altro uomo e gli dice pane del pane e uomo dell’uomo. E non era quello del bianco che parla col negro col linguaggio del bianco. Ma era il miracolo d’un pane che parla da pane ad un altro pane”.
Siciliani prepotenti termina con l’esilarante, tragicomico scontro, nel centro di Palermo, tra le carrozze dei cocchieri trainate dalle cavalle e i taxì; alla battaglia partecipa anche la “riserva” bellicosa dei carretti spinti dagli asini.

Altre opere di Antonio Russello edite da Santi Quaranta

La grande sete

L’isola innocente

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