Il Rosone

L’infanzia di Katherine sembra privilegiare l’idillio, specie in certi quadri del racconto più lungo intitolato Alla Baia: coinvolge il mare e la spiaggia con i bambini che giocano, si dilunga nelle colline quiete all’orizzonte, sfuma nel cielo lontano di un azzurro puro e splendente; attraversa le piccole macchie selvatiche, investe le conchiglie, le erbe, gli alberi, il profumo del grande eucalipto; s’intesse di tanti fiori esotici, variopinti, meravigliosi, ma la Mansfield fa subito avvertire al lettore la precarietà e il mistero profondo.

In quest’opera “minima” della grandissima scrittrice neozelandese, che Alessandra Poletto ha saputo tradurre al massimo della felicità stilistica, c’è un incanto instabile: corre sotto la limpida linea dell’orizzonte, sotto la distesa pacificante del mare, il brivido continuo della caducità e dell’effimero, e la stessa presenza della morte.

Nell’apparente idillio della quotidianità insorgono i grandi dilemmi e i drammi esistenziali, le terribili inclinazioni della natura umana, le aspre divisioni di censo e di casta. Per la Mansfield la realtà è chiaroscurale, variegata, in cui il bene si mescola al male, la dimensione cruda al sorriso; questa straordinaria scrittrice la sa delineare con una forza narrativa che è piana, onnicomprensiva delle sfaccettature; mai artificiosa e intellettualistica: lei infatti abbozza e penetra i personaggi, e il loro temperamento, con una naturalezza psicologica che è di una semplicità sconvolgente e disarmante. Come argomenta Alessandra Poletto nella sua Notizia, l’universo della Mansfield diventa, grazie alla sua scrittura memorabile, l’universo di tutti.

Però nell’Infanzia di Katherine emerge e si dipana, specie nel breve, meraviglioso e folgorante racconto de La casa delle bambole, il filo dell’innocenza e della bontà dell’infanzia di Kezia, in cui l’Autrice raffigura se stessa. L’umanità, la tenerezza, l’amore di Katherine alla fine vincono la scommessa sulla cattiveria stupida degli adulti: anche per le due piccole Kelvey, Lil ed Else, le bambine umiliate e reiette, s’accende infine la “piccola lampada” della casetta perfetta.

Questo “libretto” è davvero un gioiello d’incommensurabile talento e suggestione.

 

 

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