Il Rosone

I Genovesi nell’estate del 1379 conquistano la città di Chioggia e minacciano Venezia; sono alleati dell’Ungheria, del Patriarcato di Aquileia e dei Carraresi di Padova; eleggono, a base strategica, il piccolo porto fortificato di Marano Lagunare sulla costa friulana. Questo è il contesto storico entro cui si sviluppa L’Adriatico insanguinato, romanzo che si compone di tre “croniche”: quella di Tite, friulano della Pedemontana; quella degli “osservatori” di Porto Lignano; quella di Giovanni de Campo, nobile veneziano.

Cristiano Caracci riconferma qui, brillantemente, le sue capacità narrative rivelate già con l’affascinante prova de La luce di Ragusa: la sua lingua incantata si irradia cromatica, evocativa, con un ritmo avvolgente. Vi è in essa come una luce che si diffonde su tutte le ‘cose’, le vicende e i protagonisti dell’opera; l’elegia si salda al racconto realistico, la piccola storia si intreccia naturalmente con la grande Storia, mantenendo però i suoi spazi interiori, segnati dal sentimento e dall’affetto. Lo scrittore non forza mai i toni poiché si mantiene dentro un equilibrio armonioso, suscitando nel lettore una meraviglia lieve e impalpabile.

L’Adriatico insanguinato è ricco di tanti tasselli che si ridisegnano, pur nella loro nitida individualità, in un quadro d’insieme suggestivo: dapprima il Friuli interno della Pedemontana, poi quello lagunare di Marano; Venezia, che al principio viene delineata macilenta e ansiosa dinanzi alla terribile minaccia di Genova che ha occupato Chioggia, alla fine rifulge vittoriosa e dominante. L’affresco si estende a una Costantinopoli magnificente e imperiale, alla navigazione rischiosa attraverso le isole della Dalmazia, all’Istria e particolarmente a Pirano, fino al recondito paesaggio, tanto caro all’Autore, dello Stella, fiume piccolo ma indimenticabile. Un romanzo, dunque, variegato e bellissimo.

Altre opere di Cristiano Caracci edite da Santi Quaranta

Il tramonto di Ragusa

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