Le Crune

Giorgio Bàrberi Squarotti inizia il suo viaggio verso La letteratura instabile come un cavaliere, paziente e corsaro insieme, dall’Aretino a Francesco Belo, dal Raineri al della Porta, da Giordano Bruno al Machiavelli, al Folengo; alle novelle del Bandello e del Grazzini, alle fiabe dello Straparola, alla “cornice” degli Ecatommiti del Giraldi Cintio; dandoci uno spaccato puntuale del teatro e della novella: dal Cinquecento fino all’Età barocca.

La spinta narrativa pare “congelarsi”, s’immerge nell’impianto dialogico, si sottrae e muta tumultuosa e diversa in forme nuove. Si mimetizza e scompare nel gioco dell’ingegno metaforico, nella ritualità meravigliosa del barocco letterario che il grande critico rivaluta con giudizi fondanti e suggestivi che riprendono, in maniera suggestiva, i fili di antiche intuizioni di respiro europeo, avvertite fin dagli anni trenta, in contrapposizione alle negazioni del Croce.

Bàrberi Squarotti tesse una lunga e arabescata tela che dà luce ai singoli autori e a tutto il periodo letterario che sta fra il Cinquecento e l’Età barocca; registra e incide affermando: «Lo scrittore barocco tende a creare un mondo fantastico che si sostituisce a quello storico». E ancora: «Per la prima volta, nella letteratura barocca lo spazio della finzione è coscientemente allargato fino all’ambizione di farlo diventare così vasto da far dimenticare o, comunque, da coprire integralmente storia e vita. Il terrore delle cose può essere vinto soltanto dal gioco delle parole».

La «letteratura instabile», che prima si muoveva in transizione lineare e vitale, ora si trasforma in vasto caleidoscopio, in uno spettacolo pirotecnico folgorante che è nuova vita, nuova letteratura. Il narrare «in villa e in nave» si tramuta in una instabilità fulgente e fantasiosa, collocandosi poi – con L’Arcadia in Brenta del Sagredo – «al termine estremo dell’antica tradizione novellistica italiana, concludendone le strutture e corrodendole definitivamente». Si trasforma «in elementi di conversazione» e «offre un primo esempio di discorso drammatico, di commedia come non azione ma incontro e scambio conversativo, che troverà nel prossimo esempio goldoniano la sua manifestazione più alta».

La letteratura instabile è uno di quei saggi in cui il particolare, sposandosi a una visione d’insieme vivida delle opere e dei fenomeni letterari di un periodo, si fa architettura maestosa mediante un codice linguistico singolarissimo.

Altre opere di Giorgio Bárberi Squarotti edite da Santi Quaranta

Le colline, i maestri, gli dei

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