Il Rosone

Innamorarmi è stato così semplice si compone di alcune storie d’amore, apparentemente instabili; in realtà il romanzo è tutto percorso da un Amore profondo, dalla sua luce come dalle sue difficoltà; e dalla toccante filosofia del volto, dei volti femminili: spiccano indimenticabili i ritratti di Franziska Françoise, Mareili, Cris e Marina. L’io narrante è attento alla magia delle piccole ‘cose’: racconta della neve, delle fragole selvatiche nei boschi, delle casette ai margini di una foresta, della vita sommessa ma armoniosa dei pettirossi, del suono delle campane; delle innumerevoli suggestive passeggiate.

Claudio Segat, però, sa anche scrutare l’anima dei protagonisti con un’acutezza straordinaria di pensiero, suscitando spesso un’impalpabile affascinante misteriosità; c’è nella sua narrativa una sorta di intimità luminosa. Scrive pagine memorabili sulla solitudine, sul dono di sé, sul silenzio in generale; sul silenzio di Dio in particolare di cui offre un’interpretazione che capovolge quella consueta.

Dimostra inoltre un sensibile gusto per il viaggio interiore e per il camminare a piedi, e una fervida partecipazione alla vita dei senza dimora, degli apolidi e dei girovaghi.

In Innamorarmi è stato così semplice ritorna un leitmotiv sotterraneo ma incessante: innamorarsi è bello, è un miracolo, è un’esperienza meravigliosa e sconvolgente proprio per la semplicità con cui avviene. Segat procede nella sua immacolata tessitura dell’Amore con levità e malia, indugiando con “una segreta tenerezza” sulla quotidianità della vita.

Questa sua terza opera narrativa conferma uno scrittore di grande, insolito talento.

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