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Le quattro sorelle Bau
(Elio Bartolini)
Descrizione - Prima pagina - Rassegna Stampa



Descrizione

Le quattro sorelle Bau è libro che continua la tematica splendida e familiare de L’infanzia furlana, allargandola in un affresco storicamente più ampio: dagli anni che precedono la prima guerra mondiale al 1934, protagoniste Olga (la mamma di Bartolini), Maria, Giulia e Anna (le sorelle di Olga). Perché se ne L’infanzia furlana dominava la nonna, figura simbolo della tradizione cristiana e romanza del Friuli, in questa nuova opera il quadro + più mosso, animato da personaggi di immediata amabilità, colti talvolta su un ritmo di minuetto, talaltra di godibilissima aria buffa; sempre di viva umanità.

Bartolini ritrae le "quattro sorelle" con sguardo penetrante e affettuoso, ritagliando per ciascuna una storia all’interno della più vasta storia comunitaria: quella del Friuli contadino e delle sue filande; quella della prima guerra mondiale nel ritratto di una Conegliano, sbigottita e affamata, dopo l’occupazione austriaca, e nel racconto incisivo della battaglia del solstizio sul Piave; quella della religiosità popolare nell’episodio del "Cristo Nero" di Codroipo.

E mentre la narrazione bartoliniana si fa suggestivo "album di famiglia", su tutto, personaggi e circostanze, risalta la madre Olga: versatile, impetuosa e bella, un poco bizzarra, alla quale l’autore dedica pagine in grado di fare della "filandina di Codroipo" un indimenticabile esempio di estrosità e anche di giovanile "turbolenza". Con Le quattro sorelle Bau, Bartolini si riconferma straordinario scrittore, dotato di una lingua affabile e duttile, capace nella sua gentile raffinatezza di rendere completa e trasparente questa "autobiografia delle origini".


Prima pagina 

LE QUATTRO SORELLE BAU

Insolito, per non dire unico; non difficile da pronunciare, anzi fin troppo facile in quella sua cadenza come da sillabario; se mai imbarazzante perché, comunque pronunciato, bàu o baù, richiamava irresistibile il verso del cane, già il cognome faceva curiosi e, insieme, spregiatori sulle quattro sorelle Bau. Diffidenti poi: che se loro, tutte e quattro, erano nate a Codroipo come i tre fratelli, e se la madre, la Pittoni Rachele, era incontestabilmente dei Pittoni indigeni, quel Bàu o Baù padre da dove veniva?

Dalle bande remote dell’Altipiano dei Sette Comuni, terra d’elezione – garantiva chi c’era stato – di questi cognomi ingolati, agglutinati, più richiami per bestie che riconoscimento da cristiani. E tedeschi: Bau non vuole forse dire costruzione, e la Bau-firma non è forse l’impresa edile? sottolineavano quanti, muratori o terrazzieri, il tedesco potevano anche sostenere di saperlo, dopo le "stagioni" passate in Germania a far cuocere mattoni.

Ipotesi, questa di un’origine tedesca, che a privarla di consistenza bastava il fatto che il Baù o Bàu, a Codroipo, era capitato da maresciallo dei Crabinieri e, ragionevolmente, tutto poteva darsi all’infuori di un maresciallo dei reali Carabinieri non italiano.

Italiano di cittadinanza, che è una cosa: qualcuno, cedendo alla tronca suggestione di quel cognome, s’ostinava ad obiettare. "E poi guardatelo, il Bau" insisteva. "Secondo voi, di che razza è?".

(…)


Rassegna Stampa

Ritratto Di Famiglia In Interno Provinciale ("Famiglia Cristiana" N° 5, 6 Febbraio 2000)

A Bartolini E Santangelo Il Mondello Citta’ Di Palermo ("Il Corriere Della Sera", 6 Agosto 2000)

Storie Di Famiglia ("Il Diario", 16 Febbraio 2000)

Nella Famiglia Del Maresciallo ("Il Gazzettino", Venerdì 5 Novembre 1999)


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