EDITRICE SANTI QUARANTA

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"Avvenimenti", 5 febbraio 1997

Le prime dieci righe dei romanzi più misteriosi. LIBRI del BATTICUORE

Bruno Sacchini

LE CHIAVI NASCOSTE

Editrice Santi Quaranta, 1996, pp. 159, lire 22.000.

Postfazione pp. 163-171 di E. Gioanola

di Valerio Calzolaio

 

Monsignor Roberti non capiva cosa avesse potuto svegliarlo.

Tendeva l’udito cercando di cogliere le mosse del vento o il tocco della neve fuori che, avendo cominciato la sera prima, probabilmente aveva già coperto e imbozzolato tutto.

Anche se l’idea della neve (così come lo spettacolo dei ritmi di stagione, almeno dal punto di vista delle loro suggestioni estetiche) non lo colpiva più di tanto.

L’opposto di quel suo antico compagno di studi che, di fronte al trionfo della collina imbiancata, era quasi caduto in deliquio una volta e il Rettore ne aveva approfittato per imbastire una predica delle sue a proposito del rischio di ammirare più le creature del loro stesso Creatore.

In effetti il compagno (sarebbe stato troppo dire amico) dopo alcuni anni di prete, un attimo prima di diventare parroco, aveva buttato la tonaca ed era andato a far lo psicologo in una delle Usl del Circondario.

Dopo la disgregazione del 1989, in una nervosa natalizia città tipo-Rimini sopravvive il corpulento vescovo Roberti, agonizzante per la sclerosi a placche, ma sempre altero e sprezzante, con una segaligna servizievole suor Germana (innamorata?), l’ausiliare tracagnotto don Carlo Pirini (intrigante?), pochi preti sparsi nella diocesi.

La Federazione del Nord ha consorziato albergatori, discotecari, sindacati e ha inventato la Città Virtuale, uniformando drogati elettronici; il Papa Celestino si è trasferito sulla Quinta strada a New York.

Il malandato Roberto ha continui deliri di resipiscenza (il padre fattore, l’amico contadino, il grano sotto la neve, il Seminario, il clericalismo anticomunista), rimorsi di concupiscenza (i tesori antiquari "acquisiti", la parrocchia d’esilio di santa Briona, un Carracci lussurioso), incubi d’onnipotenza in un dormiveglia (vita-morte, realtà-fantasia) allucinato e blasfemo.

Al vescovo da due mesi arrivano lettere anonime offensive e minacciose. Si attiva il questore napoletano Barzenghi e ci scappano l’omicidio di Don Lino, il furto della tela barocca, un verminaio di rancori, intrighi e complotti… fino all’incidente d’auto…

L’eclettico insegnante cinquantenne Sacchini (già direttore artistico del Meeting di Rimini) racconta un’allegoria del potere come apparenza di Potere nella decadenza dell’impero (cristiano?). la trama è un discutibile rimescolìo di onirico e metaforico; la scrittura è densa, chiara, raffinata, a tratti efficacemente guizzante.

Segnalo che in una lunga prefazione Fëdor Dostoevskij scrive al caro fratello Bruno di usare tre forze (miracolo, mistero, autorità) per "stanare coi tuoi libri la Bestia che sempre si nasconde in tutte le forme del potere, come in fondo ai nostri stessi cuori" (pag. 11-16).

Consigliato ai leghisti pentiti (affinché aggiungano un motivo). Tre pallini.

webmaster Marco Giorgini