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La piccola città sul fiume
(Ulderico Bernardi)
Descrizione - Prima pagina - Rassegna Stampa



Descrizione

L’impatto della grande storia, soprattutto negli anni Cinquanta, attraversa La piccola città sul fiume in maniera lenta ma pungente, e la trasforma goccia a goccia come fa l’acqua con la pietra. La piccola città sul fiume è un luogo concreto della pianura veneta ai confini con il Friuli, ma si ricompone anche in una geografia segreta e corale che innalza la nobile urbs di Oderzo a simbolo di tutte le altre bagnate da un corso d’acqua.

Ulderico Bernardi è narratore di razza, poliedrico, accattivante ma dentro vasti orizzonti storici e antropologici, capace di piani stratificati e molteplici: costruisce e allarga le sue “storie”, incide i ritratti dei personaggi con i quali tesse e puntualizza le vicende della sua Ob Terg e di un’epoca della vita nazionale e internazionale, nell’amabile struttura narrativa del “filò”; mediante una vena continuamente affabulatoria e continuamente realistica che concede al lettore il dono affascinante di un mondo che è stato. La sua scrittura si svolge sul ritmo di un mite flusso di coscienza che ha una dolce scansione, la placida corsa del Monticano, il piccolo fiume proveniente dalle Prealpi trevigiane tanto caro all’autore.

La piccola città sul fiume è un libro originalissimo dal fine impianto sociologico e anche psicologico: lieve e giocoso, riflessivo e forte, popolaresco e persino burlesco; approda dall’affresco di una piccola Samarcanda trevigiana, gentile e terragna, “porta orientale delle Venezie”. E su tutto aleggia una schietta umanità veneta, che si diffonde come storia di persone umili e anche grandi (si guardi allo splendido capitolo dei “Forèsti”), inserite però nel sentimento vivo della comunità, fondamento del pensiero e della narrativa di Ulderico Bernardi.

 La piccola città sul fiume conquisterà il lettore e si farà amare per lungo tempo.


Prima pagina 

 

NASCERE A OB TERG

 

C’è chi sostiene ancora oggi che il carattere dei popoli è determinato dalle arie acque e luoghi dove si nasce. Uso le parole di Ippocrate, in verità più interessato al rapporto fra ambiente e malattie che ad altro. Ma le storture e gli eccessi praticati da molte ideologie sull’onesta considerazione hanno introdotto periodiche forzature, esasperando volta a volta il ruolo dell’ambiente naturale o quello della storia.

Che pesano comunque, disegnando uno scenario dai fondali mutanti, dove natura e culture si confrontano da protagoniste. Nel perenne sforzo degli uomini di costruire il loro destino, adattando le risorse disponibili al loro disegno esistenziale.

Proprio questa immensa fatica dispiegata dalle generazioni per non soccombere alla natura genera il sorgere, nel tempo, dei vincoli radicali con il luogo natale. Una percezione atavica. Cova nel profondo e non si perde mai. Va accettata, con lo stesso spirito che porta a riconoscere i propri avi. Che non p dato scegliere.

Il grande storico delle religioni Mircea Eliade ha definito questo intreccio complesso di relazioni simboliche e materiali che ci legano all’ambiente originario con il termine di AUTOCTONIA, sentimento oscuro di una solidarietà mistica con la terra natale, da non confondere con il sentimento profano di amor di patria o per la provincia, né con l’ammirazione per il paesaggio familiare o con la venerazione degli antenati sepolti da generazioni attorno alle chiese de villaggi. È ben altro: è l’esperienza mistica dell’autoctonia, il sentimento profondo di essere stati generati dalla terra allo stesso modo in cui la terra ha dato origine, con una fecondità inesauribile, a rocce, alberi, fiumi e fiori. Proprio in questo senso si deve comprendere l’autoctonia: è il sentirsi gente del luogo, un sentimento di struttura cosmica che supera di molto la solidarietà familiare e ancestrale.

(...)


Rassegna Stampa

Oderzo, piccola città sul fiume ("La Tribuna", 3 novembre 2002)

Le memorie fluviali di Bernardi ("Corriere del Veneto", 19 novembre 2002)

Bernardi tra cronaca e memoria ("Avvenire", 19 novembre 2002)

Bernardi: "Cara, vecchia Oderzo" ("Il Gazzettino, 21 novembre 2002)

Ulderico Bernardi, "La piccola città sul fiume" ("Notiziario Bibliografico n.42, dicembre 2002)

"Questa terra rischia di perdere i valori" ("Corriere del Veneto", 7 giugno 2003)

Ulderico Bernardi, "La piccola città sul fiume" (Il Segnalibro, luglio 2003)

Tempi nuove, angosce eterne (Panorama n.16, 31 agosto 2003)


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