EDITRICE SANTI QUARANTA

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"Avvenire", 19 novembre 2002

Bernardi tra cronaca e memoria

di Claudio Toscani

 

La memoria esige un viaggio verso la terra dove è cominciata l'accumulazione dei ricordi, dice Ulderico Bernardi nel suo più recente libro. E anche se è un sociologo, e potrebbe trattarne da specialista come fonte e orizzonte di elezioni etniche di sangue e di suolo, poiché non è nuovo a strutture letterarie ne scrive in forma di policroma rappresentazione in sei grandi quadri narrativi. Così, tornando all'intatta freschezza dell'infanzia e dell'adolescenza, a quello che lui definisce il santuario dell'identità personale, fa ordine nelle profondità del suo passato e in quello della sua gente (Oderzo e dintorni, anni Cinquanta-Sessanta, ma con vasti recuperi di storia antica), predisponendosi a quell'estrema resa dei conti che ha come traguardo l'eternità. La sua tecnica è di trarre dal gran vaso degli eventi una gocciante colata di minuta quotidianità. In anni di cronaca come bollente pentola dai mille ingredienti, riesce a Bernardi di prosciugarvi un solido sedimento di docenza popolare, umile, quanto a storiche pretese, ma prodiga di quei sentimenti e di quegli umori che propriamente appartengono alle condizioni temporali prive di straordinarietà. Dopo un primo capitolo in cui colloca il suo preciso cuneo cronachistico nel tronco dei millenari trascorsi della terra veneta (e friulana in particolare), e in cui pure ci accompagna, con adeguata prosa di creativo saggismo socio-antropologico lungo tutta una onomastica filologia di luoghi e sopralluoghi, Bernardi apre alla retrospezione memoriale sui suoi lontani anni verdi. Tutto il libro profuma di un'antica sacralità di mestieri, di usi e costumi, di abitudini e vicissitudini, di occasioni e comportamenti, ma dopo il suo fulmineo rewind di secoli, Bernardi ci partecipa i suoi giovanili lieviti di vita. E chi legge impara un prossimo passato di anni turbinosi e appassionati, attraversati da avvampanti tensioni civili, politiche, religiose. Anni che ripropongono le sanguinose gesta del bandito Giuliano, di industria nascente, di temuta rivoluzione comunista, di accesi binomi sportivi o ideologici, di importazioni musicali o di emigrati. Circostanze tutte ce nel libro parlano con frequente ricorso al dialetto locale, a citazioni, a proverbi, brani di Bibbia, formule liturgiche e preghiere, luoghi comuni e canti di chiesa. Tanti impliciti dizionari di lessico espressivo, umoroso e umorale, sullo sfondo, anche linguistico, della divorante voracità del progresso. A rendere ancor più liquido il dettato del suo libro, Bernardi provvede a innestarvi brevi ma saporiti racconti di gente minuta. E chi muore per una causa e chi non vive che per essa.

webmaster Marco Giorgini