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" Il
Gazzettino", 23 dicembre 2003
IL LIBRO
La storia del vino tra poesia e
riti
di
Michele Miriade
"La festa delle vigne". Il vino:
storia, riti, poesia. E' il sapiente lavoro, l'ultimo, di Ulderico
Bernardi, sociologo trevigiano (nato a Oderzo e residente
a Treviso), docente a Cà
Foscari (Cattedra di Sociologia) da sempre attento alle
trasformazioni sociali con
studi sull'emigrazione, l'identità culturale, la tradizione
e l'innovazione, oltre ad essere
autore di varie pubblicazioni
di successo ed ora in libreria
con "La festa delle vigne"
per Santi Quaranta editore
(collana Il Rosone), 216 pagine,
11 euro.
Da
sempre il vino (e l'uva) sono
sinonimo di festa, di tradizione,
di appuntamenti festosi
come la vendemmia in quelle vigne stupende
delle nostre campagne quando
fra i canti, gioie e
racconti si andava a
vendemmiare. Ed era festa.
Ulderico Bernardi racconta questa festa, il sapiente lavoro
amoroso e tenace e la maestria
dell'uomo.
Nella
sua lingua colta e briosa ha realizzato
un'opera che sa cogliere il sentimento gioioso
delle feste contadine, quel senso
profondo (che oggi viene meno con la
meccanizzazione) della festa popolare data dalla vendemmia che
alla base aveva il rapporto umano, il creare gruppo. Un
recupero di riti ancestrali, proverbi
e modi di dire popolareschi senza tralasciare un
po’ di storia. Un viaggio fra i
vigneti, ricordando le "bellussere",
gli archi trionfali famosi soprattutto nella sinistra
Piave, e la celebrazione dei grandi vini che nascono dalle terre tra
Piave, Friuli, Istria e che hanno nomi famosi
in campo enologico come Prosecco e
Raboso, Picolit e Refosco Terrano e
Malvasia. Senza dimenticare le grappe,
altro prodotto che nasce dalla fatica
dei nostri campi. Il tutto fra poesia
e prosa nei brani giocosi ed austeri
di grandi autori nella variegata
"Cantinetta letteraria" a
fine libro. L'elogio che Bernardi
dedica al buon vino non è però solamente a senso unico.
Da membro del Centro studi
dell'Accademia Italiana della cucina,
oltre ad "approdare in quella
cantinella" sa riconoscere i
pericoli del vino dati da misfatti, sofisticazioni
ed eccessi.
Dice
l'autore: «Il vino sigilla i
patti, bagna ed eleva le celebrazioni,
sollecita la convivialità,
secondo rituali millenari,
entro un universo di simboli,
leggende, poesie, proverbi
e massime della tradizione.
Lingue e dialetti sono
evocati con modi di dire, canti e versi, che esaltano la saggezza
e la misura del consumo,
quanto fustigano il degrado
dell'incontinenza».
E di
capitolo in capitolo "La festa delle vigne" si accende
di umanità. E di ricordi
di momenti magici e festosi
con il profumo dell'uva e del
mosto.
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