EDITRICE SANTI QUARANTA

Via Manin, 56 - C.P. 277 - 31100 TREVISO Magazzino: Via Muggia, 7 Ccp: 17837311 P.Iva: 021852210263 CF: MZZFRC39C16G846G

Tel/fax: 0422/433194

Torna alla Homepage

"Il Gazzettino", 23 dicembre 2003

IL LIBRO

La storia del vino tra poesia e riti

di Michele Miriade

 

"La festa delle vigne". Il vino: storia, riti, poesia. E' il sapiente lavoro, l'ultimo, di Ulderico Bernardi, sociologo trevigiano (nato a Oderzo e residente a Treviso), docente a Cà Foscari (Cattedra di Sociologia) da sempre attento alle trasformazioni sociali con studi sull'emigrazione, l'identità culturale, la tradizione e l'innovazione, oltre ad essere autore di varie pubblicazioni di successo ed ora in libreria con "La festa delle vigne" per Santi Quaranta editore (collana Il Rosone), 216 pagine, 11 euro.

Da sempre il vino (e l'uva) sono sinonimo di festa, di tradizione, di appuntamenti festosi come la vendemmia in quelle vigne stupende delle nostre campagne quando fra i canti, gioie e racconti si andava a vendemmiare. Ed era festa. Ulderico Bernardi racconta questa festa, il sapiente lavoro amoroso e tenace e la maestria dell'uomo.

Nella sua lingua colta e briosa ha realizzato un'opera che sa cogliere il sentimento gioioso delle feste contadine, quel senso profondo (che oggi viene meno con la meccanizzazione) della festa popolare data dalla vendemmia che alla base aveva il rapporto umano, il creare gruppo. Un recupero di riti ancestrali, proverbi e modi di dire popolareschi senza tralasciare un po’ di storia. Un viaggio fra i vigneti, ricordando le "bellussere", gli archi trionfali famosi soprattutto nella sinistra Piave, e la celebrazione dei grandi vini che nascono dalle terre tra Piave, Friuli, Istria e che hanno nomi famosi in campo enologico come Prosecco e Raboso, Picolit e Refosco Terrano e Malvasia. Senza dimenticare le grappe, altro prodotto che nasce dalla fatica dei nostri campi. Il tutto fra poesia e prosa nei brani giocosi ed austeri di grandi autori nella variegata "Cantinetta letteraria" a fine libro. L'elogio che Bernardi dedica al buon vino non è però solamente a senso unico. Da membro del Centro studi dell'Accademia Italiana della cucina, oltre ad "approdare in quella cantinella" sa riconoscere i pericoli del vino dati da misfatti, sofisticazioni ed eccessi.

Dice l'autore: «Il vino sigilla i patti, bagna ed eleva le celebrazioni, sollecita la convivialità, secondo rituali millenari, entro un universo di simboli, leggende, poesie, proverbi e massime della tradizione. Lingue e dialetti sono evocati con modi di dire, canti e versi, che esaltano la saggezza e la misura del consumo, quanto fustigano il degrado dell'incontinenza».

E di capitolo in capitolo "La festa delle vigne" si accende di umanità. E di ricordi di momenti magici e festosi con il profumo dell'uva e del mosto.

webmaster Marco Giorgini