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"Corriere della Sera", Sabato 12 dicembre 2003

 

Una goccia di quel vino a Canaan

di Gaspare Barbiellini Amidei

 

Ha un senso che il primo miracolo del cristianesimo sia la trasformazione dell'acqua in vino alle nozze di Canaan. Il vino è centrale alla lietezza dell'annuncio che portava la nuova religione. Montale in un pomeriggio quasi interamente silenzioso in via Bigli con un sorriso enigmatico mi disse di una sua idea fissa: che fine avevano fatto le gocce di vino che certamente andarono versate fuori dai bicchieri durante la festa? E come era quel vino? Risponde Ulderico Bernardi, uno scienziato che è ordinario di sociologia a Venezia e membro del Centro studi dell'Accademia della cucina: «La qualità del vino venuto dall'acqua risultò migliore di quella degli altri vini serviti fino ad allora e il Signore ne venne addirittura rimproveralo dal cerimoniere. Il santo prodigio serve a rammentare quanto può essere buona e dolce la fine dei tempi e della vita umana se la mensa terrestre è governata da! vero Maestro». Nella simbologia dei Vangeli la vite, i suoi tralci, i grappoli sono centrali.

Non è questione soltanto metaforica, semplice argomento di parabole. Sostanzialmente questi elementi entrano in gioco fino a costituire il mistero basilare del rito e della teologia. Il miracolo del vino durante la messa riporta ogni giorno in vita l’ uomo-Dio crocifisso. Con la transustanziazione del vino in sangue di Gesù la comunione offre a ogni fedele una bevanda sacra... Il libro di Bernardi è un racconto in prosa e in versi, in filologia e in enologia, in antropologia e in geografia dell'avventura della vile. Nell'intreccio fra il sacro e il profano della vigna c'è un modello didascalico del buon comportamento umano, una lunga successione di attenzioni, di fatiche e di feste, dalla potatura dei tralci alla concimazione della terra, dalle irrorazioni ripetute alla vendemmia, ai molti travasi verso una perfezione del prodotto del lavoro. Con tono lieve, nell'odore allegro di cantina si allude a cose importanti e talvolta ardue. Senza la noia dell'erudizione. Si può brindare anche così al nuovo anno.

webmaster Marco Giorgini