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La
festa delle vigne
(Ulderico Bernardi)
Descrizione - Prima pagina - Rassegna Stampa

Descrizione
Il vino viene dall'uva, ma per essere buono ha
bisogno di una manipolazione sapiente e di un lavoro amoroso e tenace che esalti
gli umori peculiari della terra. Il vino però è anche festa, premio alla
fatica e alla maestria dell'uomo. Il "profumato liquore" si rivela
come un "limpido bene culturale", un amabile e non quantificabile 'minusvalore',
cui contribuiscono apporti visibili e invisibili.
Ulderico
Bernardi, nella sua lingua colta e insieme briosa, attraversata
spesso dalla poesia, struttura un'opera originale che s'incarna visivamente, che
pensa secondo lo sguardo dell'antropologo; che discende a recuperare riti
ancestrali, proverbi e modi di dire popolareschi, e anche un po' di
storia. L'elogio del buon vino non è a senso unico; riconosce, invece, i
pericoli della "cara bevanda", le sofisticazioni, gli eccessi, i
misfatti.
Lo scrittore trevigiano, in una sintesi
equilibrata fra tradizione e mutamento innovativo, argomenta appoggiandosi ai
Padri della Chiesa, a grandi filosofi, a poeti come Noventa e Barbarani, agli
scrittori agricoli sapienziali degli ultimi secoli della Repubblica Veneta. E,
alla fine, incorona la sua opera con una poderosa, variegata "Cantinetta
letteraria".
La festa delle vigne sa cogliere il
sentimento gioioso delle feste contadine della vendemmia, il senso profondo
della festa popolare, la coralità atavica che crea comunità e armonia di
rapporti umani in una sorta di suggestiva e terragna sinfonia musicale. Ed è
anche una magnifica celebrazione di grandi vini che primeggiano nelle terre tra
Piave, Friuli e Istria e che hanno nomi di creatura: Prosecco, Raboso, Picolit,
Terrano-Refosco e Malvasia; naturalmente non trascura le grappe, dentro
una cornice di solare umanesimo.
Prima pagina
LA FESTA DELLE VIGNE E DEI MOSTI
L'alito della terra vapora all'albeggiare e
nei crepuscoli, già con sentori d'autunno. Stende sui campi un velario leggero.
S'impiglia tra le erbe basse, e si fa spesso sui cavini e fossati, dove l'acqua
è immota. L'anima delle vigne freme nell'umidore, con brividi leggeri di vento a
smuovere il fogliame.
Qualche venatura d'amaranto percorre ormai l'abito
verde scuro, ma il fiato di bora che giunge a spegnersi nella pianura non riesce
a scuotere i grappoli pesanti dell'uva tardiva. Hanno acini lustri di guazza,
che ostentano il turgore. Richiamano la rotondità della botte, lo sfavillio
delle bottiglia colme. Tra poco quei frutti di natura saranno vino, grazie alla
cultura degli uomini.
La buona stagione ha allestito i suoi padiglioni,
ed ora si prepara a smantellarli perché si celebri, infine, il rito della
vendemmia. Quand'è buona si avverte di lontano. Nelle voci che si spandono sui
campi, nei canti che fioriscono da filare a filare. I vendemmiatori procedono
lesti e allegri, quando c'è l'abbondanza. Sospinti dalla gratitudine verso
l'Eterno, che manifestano in movenze spontanee, con gesti semplici e solenni, di
mani alzate a stringere e tagliare, con perizia e devozione, avvertono
l'inspiegabile sentimento gioioso della condivisione, in un lavoro che li
conduce in prossimità del sacro.
Lo spirito della festa è in tutti, per quel tanto
di gioventù e di immortalità di cui è simbolo il vino promesso, dai grappoli
sodi. Tanta onesta fatica implica il compenso gaudioso. Suscita memorie remote,
di quando ai padri antichi per fare miracoli di gioia bastava la dolce luce,
qualche leggera ghirlanda, l'arte del movimento e dell'aggruppamento umano.
(...)
Rassegna Stampa
Dal'ombra allo
spritz. Quando il popolo veneto diventò "buon bevitore" (Corriere del
Veneto, 7 dicembre 2003)
Una goccia di quel
vino a Canaan (Corriere della Sera, 12 dicembre 2003)
La storia del vino tra poesia e riti (Il Gazzettino, 23
dicembre 2003)
L'Ars poetica di
Bacco (La Tribuna, 28 dicembre 2003)
Il vino è di destra.
Anche quello rosso (Libero, 8 gennaio 2004)
Il valore del condividere
(La vita del Popolo, 11 gennaio 2004)
La vigna e la festa del
sacro (Avvenire, 6 febbraio 2004)
Storia e simboli
del vino (Il Nostro tempo, domenica 13 febbraio 2004)
ULDERICO BERNARDI, La
festa delle vigne (La Civiltà Cattolica, 18 dicembre 2004)
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