EDITRICE SANTI QUARANTA

 Via Manin, 56 - C.P. 277 - 31100 TREVISO Magazzino: Via Muggia, 7 Ccp: 17837311 P.Iva: 021852210263 CF: MZZFRC39C16G846G

Tel/fax: 0422/433194

Torna alla Homepage

La danza delle acque
(Antonio Russello)
Descrizione - Prima pagina - Rassegna Stampa



Descrizione

Un maremoto vorrebbe sconvolgere Venezia, affondandola; ma la città serenissima non affonda, piuttosto galleggia, anzi danza con leggerezza e grazia come le ninfe del Botticelli: danzano insieme la Basilica mariana, il Palazzo Ducale, Piazza San Marco, Santa maria della salute, il Galeone dei Frari… Il maremoto veneziano è dunque gentile, quasi amoroso, non si volge in catastrofe ma in danza grande e celeste che è il punto di vista, visionario e surreale, del “giovane siciliano” (cioè dell’Autore) che giunge a Venezia per lavorare alla banca del Sud, da poco istituita. Questa “visione” dolcemente onirica e anche dolente restituisce al lettore il cuore profondo di Venezia, che è mitico e stratificato, caro a Dio e agli uomini.

In La danza delle acque. A Venezia la scrittura DI Antonio Ruscello si avvale di tanti straordinari registri da lui stesso così mirabilmente definiti: “Quasi un nuovo modo di vedere Venezia da un non veneziano, di vedere le cose col cannocchiale e l’orologio di Galileo, con l’occhio protestatorio d’un Paolo sarpi, con lo sguardo ambiguo del cataletto, col pianto straziato dell’Albinoni, con la voce corale di Bach, con l’arguto minuetto di Mozart, con l’arco alto delle stagioni di Vivaldi”. Lo scrittore siciliano-trevigiano incide a fondo il suo suggestivo affresco, attraverso “tre letture” che lui stesso distingue: “Una prima dimensione per dir così, pittorica, una seconda musicale e una terza vitrea o acquatica. Una arguzia, un rigore morale sospendono il giudizio sulle cose e sulle infinite costruzioni e architetture e forme sociali e linguaggi ambigui su cui s’è venuta stratificando la città”. Nell’acqua grande del ‘maremoto’, “pesci di vetro di Murano e pesci veri della laguna si toccano e si sfiorano e non sai più qual è il vero pesce e quale il falso, come nella vita non sapevi se fosse più vera la realtà o l’illusione”.

La danza delle acque. A Venezia è gioiello inimitabile che conferma la poliedrica, originale grandezza narrativa di Ruscello, di cui l’establishment letterario italiano, tolte le notevoli eccezioni di Leonardo Sciascia e Matteo Collura, tarda ancora ad accorgersi.


Prima pagina 

 

Lei non deve sottrarre energie alla Banca.

 

Voce stridula che esce dall’uomo piccolo, pareva anche dalle mani piccole uscita, dai piedini alzati sulla punta delle scarpine per eguagliare la statura d’un metro e settanta della mia persona che gli stava di fronte, al di là del tavolo, io impiegato nuovassunto, egli il Direttore della Banca del Sud di Campo San Bartolomio a Venezia, puntata saldamente sul capitale di trecento miliardi e su sangue meningi traumi sistemi nervosi infranti di duecento impiegati e sul plusvalore che è quella frangia o quella piega di sfruttamento più alta, come ho studiato nei libri di ragioneria, la volta che scartando l’insegnamento di lettere per l’impiego bancario più redditizio, gli esaminatori di quel concorso dissero peccato che lasciassi l’insegnamento per la banca e dissero anche che la mia era una delle tante alienazioni; ma in vista di raggiungere la sede di Venezia che avevo scelta, non pensavo a numeri o a calcolatrici, ma a lembi di mosaico, a fasci di colonne gotiche nei palazzi patrizi e a scorci di canali azzurri perché Venezia ce l’avevo partendo dal mio paese di Sicilia nel mio subcosciente.

 

(…)


Rassegna Stampa

Un Siciliano in Laguna ("Corriere della sera", 6 dicembre 2005)

E nella danza delle acque Venezia visse tre volte ("Corriere del Veneto", 5 gennaio 2006)

Giovane professore del Sud in una Venezia sott'acqua ("Il Nostro Tempo", 12 febbraio 2006; "L'Osservatore Romano", 15 marzo 2006)


Ritorna alla lista dei libri - Ritorna alla Homepage

webmaster Marco Giorgini