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" Avvenire", Sabato 20 gennaio 2001
RISCOPERTE, Prima traduzione italiana per l’autobiografia dell’autore con cui si chiude la parabola dell’Ottocento tedesco
Fontane, il vecchio bambino
di
Alessandro Zaccuri
9;
In letteratura possono esserci fioriture precoci, come quella di Rimbaud, ma anche vendemmie tardive, come nel caso di Theodor Fontane (1819-1898), lo scrittore che conclude – con precisione pressoché millimetrica e, verrebbe da dire, davvero prussiana – la parabola creativa dell’Ottocento tedesco. Prima di accorgersi di essere un grande romanziere, infatti, nella sua lunga vita Fontane fu farmacista, funzionario statale, giornalista, autore di apprezzate ballate e di ancor più acclamate prose paesaggistiche (le Passeggiate nella Marca di Brandeburgo). Poi, nel 1878, quando l’autore è sulla soglia dei sessant’anni, ecco l’esordio narrativo con Prima della tempesta, con il quale si inaugura una serie di capolavori che comprende, tra l’altro, Errori e turbamenti (1887) e il postumo Il signore di Stechlin (1899).
Fontane – anzi, "il vecchio Fontane", secondo la definizione che campeggia nel titolo di un famoso saggio di Thomas Mann – è però anzitutto l’autore di Effi Briest (1895), un romanzo che, insieme con Madame Bovary di Flaubert e Anna Karenina di Tolstoj, compone un’ideale trilogia dell’adulterio. Il fascino del racconto (che ebbe nel 1974 una fortunata trascrizione cinematografica firmata da Rainer Fassbinder) sta nello sguardo essenziale con cui Fontane osserva il dramma della malamaritata Effi, la cui morte per consunzione si differenzia nettamente dai suicidi, diversamente spettacolari, di Emma e della Karenina. Del resto, è proprio questo che ci aspetta da uno scrittore che ha quale cifra distintiva la saggezza della vecchiaia, grazie alla quale perfino la più tumultuosa delle passioni può essere osservata con pietà pari al distacco.
Anche Fontane, però, è stato bambino, ed è lui stesso a ricordarcelo in un libro del 1892, Infanzia sul Baltico, che l’editore Santi Quaranta di Treviso presenta per la prima volta in italiano nella traduzione di Carmen Putti. Un’autobiografia lievemente romanzata che – come osserva il curatore Hans Kitzmüller nella preziosa nota conclusiva – ha un’origine pre-psicanalitica. Caduto in depressione a causa di un momentaneo blocco creativo, Fontane ricevette infatti dal proprio medico il consiglio di non rinunciare alla scrittura dedicandosi, se non alla narrativa, almeno alla memorialistica.
In realtà, durante la stesura di Infanzia sul Baltico Fontane deve aver scoperto qualcosa di più, e cioè l’origine del proprio interesse per il tema dell’infelicità coniugale. Anche se questa volta lo sguardo è quello divertito e impertinente del vecchio che decide di tornare bambino, le notazioni riservate al burrascoso matrimonio dei genitori rivelano una lucidità consapevole e toccante. Non a caso, infatti, Fontane introduce un’eccezione alla regola della rievocazione cronachistica, inserendo un capitolo in cui descrive l’ultimo incontro con il padre, avvenuto nel 1867. un dialogo indimenticabile, tra un uomo prossimo alla cinquantina e un genitore ancora irrequieto, lettore onnivoro dei giornali per i quali il figlio lavora senza particolare trasporto. Eppure, anche se buona parte delle traversie familiari (compreso il trasferimento a Swinemünde, la località balneare del Baltico da cui deriva il titolo dell’edizione italiana delle memorie) sono imputabili all’imprevidenza del padre, è a lui che Fontane continua a riconoscere il ruolo di educatore autentico, capace – come si legge in una pagina di commovente chiarezza – di "dare il buon esempio mediante una buona morale".
Ma attenzione: Infanzia sul Baltico è anche un libro di divertente intelligenza, come può testimoniare questo scampolo di conversazione tra il bambino Theodor e l’immancabile padre, che per l’occasione riveste il ruolo di precettore. "Conosci la Prussica Orientale e Occidentale?". "Certo, papà: è il paese che fa sì che la Prussica si chiami Prussica e che noi che l’abitiamo ci chiamiamo Prussiani". "Bene, bene, molto bene. Un po’ troppo Prussica, ma certo non guasta".
Theodor Fontane
Infanzia sul Baltico
Santi Quaranta
Pagine 208. Lire 25.000
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