EDITRICE SANTI QUARANTA

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"Il Gazzettino", Lunedì 5 luglio 1999

Un libro di Enzo Fontana sul liceo Canova del Sessantotto

I mandarini della piccola Atene

di Bruno De Donà

Può capitare che un professore scopra ad un tratto la vocazione dello scrittore. Nella fattispecie quella del romanziere. Nella schiera degli insegnanti dei "Canova", se ne è visto più d’uno avventurarsi, con varia fortuna, sul terreno dell’impresa letteraria, vuoi in poesia, vuoi in prosa. Enzo Fontana ha esplorato l’uno e l’altro versante. Nel secondo ha recentemente rivisitato un capitolo della sua autobiografia di docente.

Nel suo "I mandarini della piccola Atene" (ed. Santi Quaranta) ha ricostruito l’ambiente del liceo classico di Treviso, ricollocando al loro posto coloro che, all’incirca una trentina di anni fa, lo popolavano.

Chi a quei tempi ha frequentato il "Canova" non fatica a riconoscere sotto i nomi inventati dall’autore le sembianze di questo o quel professore. Non siamo però di fronte all’ennesima rivisitazione della memoria.

La validità dell’opera sta infatti nella ricostruzione dell’ambiente "Canova" a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. Nello scenario agitato della tranquilla città di provincia scossa dal vento del Sessantotto i personaggi che gravitano all’interno dell’istituto appaiono com’erano effettivamente nella realtà della commedia umana che si trovarono a recitare.

Sono scene e bozzetti resi ancora più gustosi nelle mani dell’abile narratore, che diventa cronista nel momento stesso in cui testimonia delle vicende del liceo, culla di humanitas e caritas, sommerso dalla contestazione. Non è però quest’ultima – contraddistinta da occupazioni e da scontri tra studenti di opposte fazioni – a costituire il filo conduttore del libro. Lo è piuttosto il racconto di come si mossero e agirono alcuni docenti del "Canova" cimentatisi al timone della scuola abbandonato da un preside incapace di dominare gli eventi. Fontana, pur tra i protagonisti, sembra esporre da dietro le quinte.

Scrittore dalla penna sottile, capace di pungenti quanto ironiche sottolineature, fa emergere nei suoi personaggi debolezze, velleità, grandezze e miserie. E fa storia.

webmaster Marco Giorgini