EDITRICE SANTI QUARANTA

 Via Manin, 56 - C.P. 277 - 31100 TREVISO Magazzino: Via Muggia, 7 Ccp: 17837311 P.Iva: 021852210263 CF: MZZFRC39C16G846G

 Tel/fax: 0422/433194

Torna alla Homepage

Il profumo delle tavole
(Ulderico Bernardi)
Descrizione - Prima pagina - Rassegna Stampa



Descrizione

Ci sono tanti libri aulici, noiosi o pretenziosi sulla cucina delle Venezie, Il profumo delle tavole è invece un’opera profondamente diversa. Si distende come un arazzo di temperamento veneto, cioè amicale, teneramente gioioso e conviviale. Esprime, con un suo singolare ritmo narrativo e antropologico, le ricchezze e lo spessore della civiltà identitaria, non solo gastronomica, delle genti venete con una viva, interna poesia.

Ulderico Bernardi attraversa le cucine dei Veneti con occhio e divagazione amorosi, compiendo un viaggio gioviale e piacevole, fra tradizione e attualità, rivelando così le qualità materiali, ma anche spirituali, della cucina povera, della cucina contadina e della cucina patrizia. Diverte con brio segnalando aneddoti, proverbi, massime, filastrocche, modi di dire, motti di spirito, anche fulminanti, improntati alle varie parlate delle Venezie. “Divaga” con gusto e letizia l’Autore; curioso e intelligente, sapienziale e alla mano, via via componendo un libro sui generis che è come un banchetto rusticale di nozze. E così ottiene la simpatia del lettore che sente levarsi dalle tavole imbandite un profumo, una sorta di effluvio visivo che pacifica i sensi e rasserena l’anima.

Sigilla, Il profumo delle tavole, un’antologia culinaria chiamata «Dispensa Letteraria» con testi, sia in poesia che in prosa, rari, suggestivi e originali, soprattutto sulla Polenta, il Pane e il Baccalà, che attingono anche alla struggente memoria dell’emigrazione veneta nel Brasile del Sud.


Prima pagina 

I

Introduzione a mo’ di antipasto

 

            In principio era l’uomo che mangia, felice di soddisfare questo bisogno essenziale ogni qualvolta gli fosse dato. Poi la modernità ha reso tutto più complicato: cibi, modalità di consumo, aspettative. Un enorme spazio sociale, psicologico, tecnico e scientifico separa il mangiatore sempre affamato che grida al mondo il suo monito proverbiale:

O de paja o de fén, el stomego gà da essar pien!

dalla  ragazza anoressica, dal giovane bulimico, come anche dalla massa degli obesi contemporanei, resi tali dall’eccesso di cibi scadenti quando non addirittura nocivi. L’uno, consumato dall’affanno del cibo insufficiente, personaggio remoto nel tempo anche se vissuto, almeno in questi nostri paesi, fino a cinquant’anni fa. Gli altri, figli di un allampanato presente messo a disagio dalla necessità di nutrirsi.

            L’antico viveva all’insegna del motto: impienàr le buèle, come proclamava Arlecchino, mentre i nuovi praticano ossessivamente il culto del corpo, inseguendo utopie di rimodellamento chirurgico a tutto campo.

            Eresie entrambe, cupe ossessioni dettate dai tempi: di crudele squilibrio sociale, in un caso, di pesante condizionamento sociale nell’altro.

 

[…]


Rassegna Stampa

Elogio della cucina veneta (Il Gazzettino, 12 aprile 2006)


Ritorna alla lista dei libri - Ritorna alla Homepage

webmaster Marco Giorgini