EDITRICE SANTI QUARANTA

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"Il  segnalibro", luglio 2003

Amedeo Giacomini

IL GIARDINIERE DI VILLA MANIN

 

di Maria Prima Verderio

 

La scrittura di questo contemporaneo, segnalatosi per numerosi premi e molto letto all'estero, risulta disinvolta e mai scontata per la varietà prometeica dello stile ogni volta assunto per aderire alla materia scelta, preziosa e raffinata per la vasta gamma di rimandi letterari cui allude.

Nel primo racconto, Il giardiniere di Villa Manin, intrecciati allo sguardo di stima verso il mondo dell'anziano esperto di botanica, emergono echi virgiliani nelle descrizioni delle tecniche agronome e nel malinconico distacco del protagonista dal parco; mentre negli elenchi minuti di specie di animali e vegetali, nonché delle loro caratteristiche, che arrivano a stemperare il respiro delle grandiose prospettive nell'attenzione per il singolo particolare, alle armonie ellenistiche si sovrappongono risonanze del naturalismo di Zola e la precisione alessandrina del Pascoli migliore. 

Il ritmo narrativo cambia in toto, come il tono d'ironia bonaria, nel breve compendio storico della rivolta di Navarons (il punto di vista schietto è quello del mondo contadino) e di nuovo nella Cartolina da Lignano, prosimetro delle tinte montaliane. L'ultima sezione è un gioiello romano-barbarico in prosa ekfrasica da cui spirano la forza e l'orgoglio della nobile terra friulana.

webmaster Marco Giorgini