"Famiglia Cristiana", 11 marzo 1998
IL PIATTO DI POLENTA FINITO IN TRIBUNALE
Gian Domenico Mazzocato
Il delitto della contessa Onigo
Santi Quaranta, pagg. 160, lire 20.000
di Mariapia Bonante
È un Veneto feudale, nutrito di povertà, quello che fa da sfondo a questo "giallo" psicologico che parte da un fatto di cronaca, accaduto nel contado di Treviso, per ricostruire il quadro di un’epoca. Siamo all’inizio del secolo, la contessa di religione valdese Linda Onigo viene uccisa nel giardino del suo palazzo dal servitore Pietro Bianchet al quale ha negato un po’ di polenta per la moglie gravida,
nata illegittima, Linda era stata adottata dall’ultimo degli Onigo, una casata dalla storia fluttuante, fatta di esìli, di ritorni, di terre conquistate, divise e poi nuovamente riunite. E proprio per questa storia, che le era stata data in consegna con il ricco patrimonio, si era chiusa dentro una corazza di durezza che la divideva dagli altri, odiata da tutti, accolta solo dall’amante, voce narrante del libro. È lui, il conte Francesco Avogadro degli Azioni a rievocare il processo contro l’assassino e a far emergere dalle carte processuali lo scontro fra due mondi: quello misero, rancoroso nei confronti della propria malasorte delle plebi rurali, e quello sigillato nelle proprie ricchezze della classe nobiliare.
Ma l’altera Linda e il misero Bianchet sono molto più vicini di quanto si possa immaginare: li unisce un’infelicità che li rende complementari. Ed è in questa conclusione a sorpresa, annunciata in tutto il libro, che si accampa la novità e la freschezza di questo romanzo di un esordiente che promette bene.