EDITRICE SANTI QUARANTA

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"Il Gazzettino", Venerdì 3 dicembre 1999

Nel "Bosco" di Mazzocato

Con gli uomini del Montello, simbolo di libertà

di Giancarlo Granziero

Quattro secoli, quattrocento anni di esilio. Via dal proprio paese, dal proprio habitat naturale, in altre zone, addirittura all’estero. Dal 1471 al febbraio 1892, durante il regno di Umberto I, quando venne dichiarato alienabile il bosco di Montello. Un bosco che la Serenissima Repubblica Veneta aveva proibito alle popolazioni montelliane, per tenere come propri gli alberi che servivano alla potenza navale della Repubblica.

Storie di uomini che si intrecciano col desiderio del ritorno, con la dura fatica del lavoro lontano dalla patria, sempre con in testa il chiodo fisso di tornare a casa e di rivedere quel bosco diventato "veneziano" per volontà dei potenti, a spese del popolo. Il giornalista Giandomenico Mazzocato, dopo il buon esordio nel romanzo con "Il delitto della contessa Onigo", con questo nuovo libro si mette alla prova in un raccontare più intimo, meno cronachistico, dedicato ai sentimenti più personali, legati alla terra. Una epopea sociale, attraverso personaggi come Toni, che torna al "suo" bosco dopo l’avventura nel lontano Brasile; o il pittore di "santi alle finestre" Sereno, o ancora la "madre degli lattieri" (quelli che percorrevano il Piave fino all’estuario per portare i tronchi a Venezia). Storie umane velate di minimalismo ma non per questo meno pregnanti nel significato, caleidoscopio di vite affascinante proprio nella secca descrizione, nel lessico accurato fin nei minimi particolari.

Frutto di un minuzioso lavoro di ricerca, "Il bosco veneziano" (Santi Quaranta, lire 20.000) ricostruisce un periodo di vita popolare dimenticato ma necessariamente presente nella "piccola" storia del veneto dove ancora il Montello è un simbolo di libertà, dove si è combattuta una guerra sanguinosa, dove la volontà dei suoi abitanti lo hanno reso vivibile e mèta di continui visitatori.

L’autore scava nelle psicologie dei suoi personaggi, li raffigura a tutto tondo, ne analizza i sentimenti che li rendono "diversi" in questa loro volontà di riappropriarsi del Montello. Quasi una ricerca spasmodica del "frutto proibito" al quale arrivano dopo lunga fatica. Romanzo come paradigma di una ricerca, di una volontà umana a far riconoscere un proprio delitto, di perpetuare se steso in quelle radici che continuano a pulsare nell’animo dei protagonisti. Mazzocato conferma l’ottima prova precedente, anche nella ricerca di storie originali lontane dal commercialismo d’autore imperante. Il libro viene presentato oggi alle 18,15 a Palazzo Giacomelli a Treviso da Ulderico Bernardi.

webmaster Marco Giorgini