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Il Gazzettino,
Martedì 23 ottobre 2001
Terzo libro di narrativa per Gian Domenico Mazzocato, dopo il successo de "Il delitto della contessa Onigo" e "Il bosco veneziano"
"Ospiti notturni" un po’ misteriosi
Un volume di racconti ispirato a storie raccolte nel tempo tra l’iimaginifico e il reale
di PIETRO RUO
Terzo libro di narrativa per Gian Domenico Mazzocato, lo scrittore trevigiano che con "Il delitto della contessa Onigo" e "Il bosco veneziano" continua a registrare un interesse e un successo di pubblico e critica davvero ragguardevole. Questa volta per la santi Quaranta esce la raccolta di racconti intitolata "Gli ospiti notturni". Storie tra l’immaginifico e il misterioso e il cui filo conduttore è rappresentato da persone e luoghi della terra trevigiana.
Com’è nata questa raccolta?
"Si è sedimentata nel tempo, alcuni di questi racconti poi mi hanno davvero preso moltissimo. Da quello ispirato al pittore Rincicotti o alla storia di mio suocero o a tante altre vicende che ho attraversato nel tempo e filtrato tra memoria e fantasia".
I suoi libri sono un successo anche di vendita, non ha mai pensato di fare a tempo pieno lo scrittore?
"Mi piacerebbe moltissimo e sicuramente ci proverò".
Lei insegna lettere al liceo, dove trova il tempo per scrivere?
"Mi organizzo la giornata in modo tale che tardo pomeriggio fino a sera inoltrata mi isolo completamente e mi dedico alle mie ricerche e ai miei romanzi, in modo da non trascurare il pur impegnativo lavoro di insegnante. Ci tengo a preparare bene i miei allievi".
Però ci saranno dei momenti in cui ha bisogno di non sentire e di non vedere nessuno almeno per qualche giorno. Come fa?
"Prendo il camper, vado sul Montello oppure tra le brume dell’Emilia, a Fidenza, Fontanellato e San Secondo. Con il computer portatile faccio miracoli".
I suoi successi sono editi dalla Santi Quaranta di Ferruccio Mazzariol, una piccola casa editrice ma che cura molto i suoi libri e i suoi autori. Quanto tutto questo influisce sul suo lavoro?
"Moltissimo. Ferruccio Mazzariol mi ha sempre offerto una grande spinta e un notevole contributo a lavorare nella maniera giusta. E poi pubblica soltanto i libri in cui crede e questo è una garanzia per chi scrive, ma anche per i lettori".
Lei finora ha avuto un certo successo, ha vinto il premio Gambrinus-Mazzotti, ma non ha ancora sfondato nel panorama dei grandi premi letterari. Come mai?
"So di essere stato spesso ad un passo dalla nomination, chissà che prima o poi non si accorgano anche di me".
È soddisfatto di questa raccolta di racconti?
"Sì, ci credo moltissimo".
Quanto tempo impiega ascrivere un romanzo?
"Due, tre mesi, dipende".
Ha già in mente qualche altro lavoro?
"Sto pensando ad un giallo ambientato nell’antica Roma. L’idea l’ho già in mente, devo soltanto svilupparla".
Del resto, era quasi inevitabile per un latinista che ha curato la traduzione delle opere di Tacito e di Tito Livio tornare così indietro nel tempo, riscoprendo, forse, una adeguata ambientazione romana anche a Treviso.
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