EDITRICE SANTI QUARANTA

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"L'Osservatore Romano", Sabato 25 gennaio 2003

Il libro "FIabe e leggende del Piave" di Laura Simeoni

Storie e antiche tradizioni popolari si legano al quieto mormorio del fiume

di Giovanni Lugaresi

 

Non fosse stato per quel fatto storico legato alle sorti della Patria nella Grande Guerra, e per quel ("conseguente") inno di E.A. Mario, che ancora si suona e si canta in talune occasioni e in determinati luoghi sempre alla Patria legati, siamo certi che del fiume Piave si parlerebbe? Già si parla poco del Tevere, legato a Roma e ai versi carducciani; e, l'Arno, un tempo legato alla dolce canzone cantata da Odoardo Spadaro, viene alla ribalta soprattutto quando combina drammi come quello del novembre 1966; figuriamoci il Piave! Anzi, "La Piave", come si diceva una volta, e come troviamo del resto scritto nelle pagine di questo libro di Laura Simeoni (ma nel titolo è al maschile): "Fiabe e leggende del Piave" (Treviso, Santi Quaranta 2002), che si avvale di un bel disegno di copertina di Gianni Novara e che all'interno presenta emblematiche illustrazioni di Ivo Feltrin.

Le notizie su questo fiume avvertono che nasce nel versante Sud del Monte Peralba, nelle Alpi Carniche (Sappada, in provincia di Belluno) e che dopo un percorso ora rettilineo, ora tortuoso, di 220 chilometri, sfocia nell'Adriatico al limite orientale della Laguna veneta.

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Il corso di questo fiume procede - come peraltro in altri casi di altri fiumi - ora placido e mormorante (giuste le parole della canzone di E.A. Mario), ora bizzoso e turbolento, come si legge nelle pagine di Laura Simeoni, la cui prosa scorre fluida, delicatamente, a volte vivacemente (mai bizzosamente!) nelle descrizioni di ambienti e momenti, di personaggi e eventi.

E' un conoscere ancora più da vicino e in maniera più dettagliata la Piave, questo libro, nel quale la storia certo non manca, ma che, giusto il suo titolo, indugia sulle fiabe e sulle leggende, che dal corso d'acqua originarono o che sul corso d'acqua furono create.

E fiabe e leggende, comunque, hanno un punto di partenza in comune: la vita, la quotidianità, il lavoro, il sacrificio, lungo un fiume amato e odiato, come tutti i fiumi di questo mondo, tanto utili e necessari all'uomo, ma a volte tanto avversi all'uomo medesimo.

Ecco, allora, nella narrazione di una leggenda sullo "Zattiere di Codissago", la storia di uomini che navigavano su zattere appositamente costruite per il trasporto di merci e legnami, e che in tre giorni arrivavano da Perarolo di Cadore al veneziano Arsenale coi loro carichi attesi.

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Andando avanti nella lettura, tra fiabe e leggende legate alla Piave, incontriamo le fate e gli gnomi dei boschi, notti cupe di tempeste e albe e tramonti rossi di sole, vite di contadini e di barcaioli, di pastori e di boscaioli, di fanciulle e di bambini, e poi diavoli e angeli (e arcangeli).

Sulla scorta di una pia leggenda, per esempio, si deve all'arcangelo Raffaele se Belluno è in posizione alta rispetto al letto della Piave, se la città insomma sovrasta il fiume.

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webmaster Marco Giorgini