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Fiabe e leggende del Montello
(Laura Simeoni)
Descrizione - Prima pagina - Rassegna Stampa



Descrizione

Il Montello è la lunga collina di terra color rosso-bruno che sorge nella pianura trevigiana tra la Piave e le Prealpi Venete Orientali, ricca di castagni, querce, roveri e acacie, che a sera, nelle giornate luminose, si tinge di violetto. Fin quasi alla fine dell'Ottocento, essa è rimasta disabitata e isolata perché fu proibita prima dai Veneziani, poi da Napoleone, quindi dagli Austriaci e dai Piemontesi; solo nel febbraio del 1892, con la legge Bertolini, ebbe inizio l'appoderamento del Montello.

Il "piciolo monte" è diventato purtroppo famoso per i combattimenti del primo conflitto mondiale, tra le truppe italiane e quelle austro-ungariche, che lo hanno completamente devastato, distruggendo anche l'Abbazia di Sant'Eustachio e la Certosa del Montello.

Laura Simeoni, con grazia e fantasia, esplora e ricostruisce quel piccolo regno perduto, popolato soprattutto da folletti intelligenti e gentili, da gnomi saggi e curiosi, dalle anguane e da fate amabili e leggiadre; ci sono anche il Basilisco, i draghi, gli orchi, le streghe cornacchie, il mago nero, che la scrittrice trevigiana trasforma in figure affascinanti, toccate da una sensibilità visiva e dolcemente psicologica.

Essa ritrae pure monsignor Della Casa intento a scrivere il Galateo, e umanizza, con garbo e dignità, gli "abitanti" di quella piccola patria incantata, cui appartiene a tutti gli effetti il magnifico Castagno dei Santi Angeli; porta alla luce il magnifico mondo sotterraneo delle acque e delle grotte, creando così un paradiso minimo, meraviglioso e sognante, nel quale ogni persona desidererebbe abitare.

Il Montello cresce, agli occhi del lettore, non come un gigante mitico che incute paura o come una geografia dominata dal male e dalla violenza, quanto invece piccola utopia silvestre, imago rustica di una terra cara e lucente.


Prima pagina 

 

L'ANTICO POPOLO DEI MONTELLIANI

 

   Prima che il Montello fosse conosciuto ovunque come il "bosco veneziano" di proprietà della Serenissima Repubblica e prima ancora che i romani ne calpestassero i verdi prati, la lunga collina era abitata da un popolo misterioso chiamato "I Montelliani".

   Era gente pacifica e fantasiosa: ricordavano gli elfi per il tono chiaro della pelle, con sfumature verde salvia; avevano orecchie a punta da folletto e due grandi orecchie a punta da folletto e due grandi occhi color del mare. Proprio da lì infatti provenivano e prima di giungere nella loro nuova terra, ovvero la lunga collina della Marca Trevigiana, pare abitassero un'isola in mezzo all'oceano.

   I Montelliani erano un popolo molto evoluto, padroneggiavano i segreti delle piante e dei fiori, sapevano comunicare con ogni specie animale e conoscevano l'arte della pittura e della musica. Parlavano con dolcezza una strana lingua e conoscevano l'uso dei numeri.

   Quando la loro isola, colpita da un enorme meteorite piovuto dal cielo, cominciò ad inabissarsi   nell'oceano, per salvarsi da morte certa, gli abitanti chiesero aiuto agli amici delfini. Il mare rumoreggiava e ribolliva intorno, i grossi mammiferi marini stridevano spaventati ma riuscirono a portare in salvo uomini e donne, vecchi e bambini, aiutandoli a nuotare tra le onde in una notte che nessuno dimenticò più.

(…)


Rassegna Stampa

Fiabe e leggende del Montello tra fate, angeli custodi e draghi ("Il Gazzettino", 6 dicembre 2003)


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