EDITRICE SANTI QUARANTA

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"La Vita Cattolica", sabato 2 aprile 2005

 

LIBRI

Viaggio tra "Fiabe e leggende del Monte Cavallo" di Francesca Orlando

di Roberto Iacovissi

 

Cesare Cantù, il patriota e letterato romantico autore di una poderosa Storia universale, aveva avanzato l'ipotesi che il nome derivasse dalle radici celti-che «keap - al», che significherebbero «cima alta» o «cima per prominenza». Ma per il geografo Giovanni Marinelli, il nome di «monte Cavallo» potrebbe avere una diversa origine, considerata la sua diffusione tra i monti della regione friulana, attestata nei diplomi del medio evo e addirittura anteriormente all'anno Mille.

Quello che è certo, comunque, è che questo monte, la grande montagna che per il Marinelli «non teme il confronto con qualsiasi montagna delle Prealpi, e tutte le vince in bellezza», e che con le sue piramidi violacee popolarmente dette «i Cimoni» domina la pianura friulana sopra Pordenone, è monte ricco di fascino e di mistero, ispiratore di numerose fiabe e leggende.

Luogo mitico e poetico allo stesso tempo è questo monte: basti leggere «Fiabe e leggende del Monte Cavallo», libro d'esordio della giovane scrittrice pordenonese Francesca Orlando, appena uscito per i tipi dell'editrice Santi Quaranta di Treviso. Un libro nel quale la giovane autrice, con scrittura delicata e poeticamente accattivante riesce ad animare, tra le violacee piramidi di questo monte incantato, una autentica dimensione di bellezza e di umanità, popolata da esseri misteriosi e fantastici, protagonisti delle più belle tradizioni della nostra regione.

Mitico e poetico a cominciare dall'origine del nome, che secondo Francesca Orlando, naturalmente, non è quella citata dal Cantù. L'autrice, infatti, opera la sua indagine nel mondo del mito, del mito antico, riportandoci addirittura a quello greco con una delicatissima storia d'amore. Una storia che vede la dea Artemide, anche lei figlia di Zeus, ottenere dal padre in dono un monte per le sue scorribande: quel monte è il monte Hyppos - Cavallo, che è proprio il nostro monte, dove un Eros birichino la farà innamorare di Endimione, pastore e come lei cacciatore.

Veramente, per i canoni della mitologia greca, amore impossibile era quello tra una dea immortale ed un comune mortale come Endimione, ma Zeus, per l'ultima volta, verrà in aiuto della figlia concedendo al pastore l'immortalità. Se non che, non tutto dovette andare per il verso giusto e così, da allora, Artemide, la dea della luna, scompare dal cielo per tre notti al mese. Sono i giorni in cui entra in una grotta, celata sulla più alta vetta del monte Cavallo - i Cimoni, appunto - dove per sempre dorme Endimione, e coi suoi raggi bacia il bellissimo pastore che sogna l'amata fanciulla dagli occhi d'argento.

Luogo, dunque, di un tenerissimo, e nascosto, amore il monte Cavallo, ma anche regno di fate, streghe; luogo incantevole custode dei segreti della loro magia, scelto per la loro regina, il monte Chhavvi, che nel linguaggio degli uomini, per il magico potere che hanno le fiabe, diventerà monte Cavallo. Su questo monte, durante la festa di «Esbàt», la festa della luna piena, fate, streghe e ninfe di tutto il mondo si riuniscono per far festa in quello che, da allora, è chiamato «Regno delle fate e delle streghe».

Un monte così, e anche un monte di tanti segreti e di tanti tesori. Alcuni di questi ce li svela l'autrice del libro ripercorrendo, con la sua fantasia, la prima scalata di cui si abbia notizia certa al monte Cavallo, avvenuta nel 1726, quando Giovanni Zanichelli - estensore della relazione su quella salita - e l'amico botanico Domenico Stefanelli arrivarono in cima a quel monte.

Ma il libro di Francesca Orlando, con le sue fate, agàne, streghe, orchi, benandanti e malandanti, segreti e tesori non è soltanto raccolta di una poeticamente trasfusa tradizione popolare, attestazione di un rapporto incantato ed umanissimo tra l'uomo e la montagna, ma anche ricostruzione di una sorta di antropologia dei luoghi e delle cose, che nella leggenda e nel mito, ancora una volta, ritrova le vere radici della civiltà dell'uomo.

webmaster Marco Giorgini