EDITRICE SANTI QUARANTA

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"Il Gazzettino", domenica 10 aprile 2005

 

I NOSTRI LIBRI

Dal monte Cavallo alla Mancia sulle rotte dell'Immaginario

di Sergio Frigo

 

Se percorrendo le strade fra Veneto e Friuli vi chiedete che montagna è quella che si erge maestosa verso nord a chiudere la pianura, con le sue inconfondibili piramidi viola oppure bianca di neve dall’autunno precoce alla primavera inoltrata, la risposta è il Monte Cavallo. Non è una cima altissima -2251 metri nel suo punto più elevato, il Cimon o Cima Manera – ma è comunque particolarmente imponente a causa del dislivello che lo solleva di oltre 2000 metri dalle colline sottostanti. In questo massiccio, attingendo alla sua immaginazione ma anche alla geografia, all’antropologia e alle tradizioni dei luoghi, la giornalista pordenonese Francesca Orlando ha ambientato le sue Fiabe e leggende del Monte Cavallo (edito dalla trevigiana Santi Quaranta), creando tra vette e vallate un regno incantato, popolato da gnomi e folletti, streghe e agàne, fate e orchi. Vicende e protagonisti della mitologia e dell’immaginazione alimentano le fantasie degli uomini, ben oltre i confini del massiccio fin giù nella pianura che circonda la città, riproponendo insieme le riflessioni e i pensieri degli antichi scalatori che due o tre secoli fa si proposero questa vetta come faticoso ma irrinunciabile obiettivo.

A percorrere le rotte dell’immaginario, sia pure sul versante dell’osservazione e della ricerca, è anche un altro libro, “Un ghiro, una bici, un letto di nuvole”, edito da Marsilio  e curato dalla studiosa padovana di cultura infantile Mafra Gagliardi e da Fabio Naggi, dalle Compagnia teatrale Stilema. Il libro raccoglie, a partire dall’esperienza dell’Osservatorio dell’Immaginario (in Piemonte), i contributi di vari esperti come Silvano Antonelli di Unoteatro, Paolo Landi, direttore pubblicità del Gruppo Benetton e Paola Mastracola, ultima vincitrice del Premio Campiello: la riflessione (e le testimonianze, anche grafiche, dei bambini) riguarda in particolare l’immaginario infantile di fronte alla gratuità e all’insondabilità del concetto di dono.

Segnaliamo infine un volume, ancora edito da Santi Quaranta, dedicato ad un autore che a partire dai suoi viaggi nell’immaginario ha letteralmente rivoluzionato la letteratura mondiale, esattamente quattro secoli fa, quando pubblicò il primo libro su Don Chisciotte della Mancia: “Le mappe nascoste di Cervantes”, a cura di Carlos Romero Munos, raccoglie gli atti di un convegno organizzato a Venezia due anni fa dalla locale Associazione Cervantina. In spagnolo e in italiano, il volume ricostruisce una geografia filosofico-letteraria dai contorni incerti e sfumati, sulla cui difficile definizione si sono misurati studiosi e scrittori di tutto il mondo.

webmaster Marco Giorgini