Ricordo ancora che in casa di mio zio Ive, il fratello di
mia madre che era rimasto a vivere nella casa di famiglia, a Letaj, uno sperduto
paesino che si trova sotto il versante istriano del Monte Maggiore, successe una
mezza rivoluzione, perché mio padre, il "profesur", aveva osato
sostenere che a costruire l'Arena di Pola erano stati certi antichi Romani e
non, come tutti sanno, le fate che avevano trasportato i grandi massi di pietra
servendosi dei loro lunghi capelli. "FIabe e leggende
dell'Istria" un libro pubblicato dall'editore Santi Quaranta di Treviso in
cui lo scrittore Giacomo Scotti ha raccolto e rielaborato le tante storie
popolari nate in questa terra permeata di magia e di misteri, mi ha fatto
ritornare alla mente quelle atmosfere incantate della mia infanzia. Quand'ero
piccola Istria significava la grande masseria dove andavamo a trascorrere delle
brevi vacanze ed arrivare in Istria coleva dire perdere i contatti con il resto
del mondo, con la dimensione razionale e cittadina a cui ero abituata. L'Istria
non aveva il telefono e la luce elettrica era arrivata solo da poco. L'aria,
l'acqua, i boschi erano abitati strane creature ultraterrene che interagivano
con l'uomo. Le fate, le streghe, i diavoli si incaricavano di far accadere cose
belle e cose brutte, accendevano i fuochi sulla collina, determinavano il
successo di un raccolto.
Giacomo Scotti guida i lettori in un viaggio ideale lungo le
varie contrade della penisola, toccando le località della costa e quelle
dell'Istria interna.
Il Carso, i fiumi, il lago di Vrana, la bora, l'Arena di Pola,
sono legati a una serie di leggende che si tramutano in fiabe o al contrario
delle fiabe si concretizzano e assumono l'aspetto di leggende legate a un
determinato luogo. Numerose sono ad esempio le storie che si narrano sulla
costruzione dell'Arena di Pola, e ad esserne protagoniste sono spesso le fate.
Lo scrittore ci porta alla scoperta di tesori nascosti in quel di Laurana e di
Fiume, ma ci parla anche di diavoli, gnomi e magie.
Con questo suo nuovo progetto editoriale Scotti si è fatto
promotore di un'operazione culturale importante essendo riuscito a strappare
all'oblio un bagaglio di conoscenza legato in particolar modo alla civiltà
dell'Istria contadina che altrimenti sarebbe andato perso. Il nipote dello zio
Ive infatti adesso è un giovane imprenditore di successo che ha provvisto a
razionalizzare al massimo il lavoro all'interno della sua azienda agricola ultra
meccanizzata e che a sentir parlare di streghe e di fate se la ride di gusto.