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Fiabe e leggende dell'Istria
(Giacomo
Scotti)
Descrizione - Prima pagina - Rassegna Stampa
Descrizione
L'Istria è un piccolo straordinario
continente, amato ovviamente dagli istriani che tanto hanno dovuto soffrire per
le conseguenze del secondo conflitto mondiale, però è amato anche da numerose
persone che istriane non sono. La scabra e gentile penisola, indicata da tante
vestigia e simboli veneziani, oggi divisa tra Slovenia e Croazia, esercita su
molti animi una suggestione profonda, potendo diventare anche metafora del
paradiso terrestre; mito luminoso che la vede riunire nel suo corpo geografico,
aspro e insieme dolcissimo, l'Adriatico al Carso fino alle propaggini della
Carniola.
Giacomo Scotti, con
ritmo lineare e accattivante, accompagna i lettori in un meraviglioso 'viaggio'
attraverso l'Istria adriatica e le sue contrade interne, soffermandosi sul Carso
della Ciciaria. Egli compie una 'visita' disegnata con i colori chiaroscurali
dell'acquerello, il vigore delle acqueforti, il brio e le atmosfere del racconto
orale popolare.
In queste Fiabe e leggende dell'Istria si avvertono la
saggezza atavica; la fantasia e il tratto colloquiale del contastorie; il
sorriso del realismo sapienziale che sa che la vita è un enigma e una prova, ma
anche un dono degno di essere vissuto. Ne esce un ritratto armonioso e cordiale,
perfino buffo, in cui la bora, le streghe, l'Arena di Pola e il Carso, i fiumi,
il fiumi, il mare e tanti luoghi diventano essi stessi personaggi umani
coinvolgenti. Lo scrittore fiumano dipana il suo magnifico ?viaggio? istriano
con sperimentata abilità narrativa e con un piglio lievemente sornione
incantando il lettore. Il mondo - vuol dire in definitiva Scotti - non è nato
ieri, ma ha radici antiche e abissali.
Prima pagina
Come nacque il Carso
Come mai tanto contrasto nell'Istria fra
l'infinita bellezza della costa, del mare, e la landa carsica bruciata dal sole
e sferzata dai venti? La risposta ci viene da un vecchio pescatore di Abbazia.
Seduto sulla spiaggia, nelle ore che il sole al tramonto spinge sul mare l'ombra
gigantesca del Monte Maggiore, egli racconta... 9;
Nei tempi lontani quando in questo mondo
vivevano le fate, alcune di queste incantevoli fanciulle vennero in Istria.
Affascinate dalla bellezza del paesaggio, esse decisero di stabilirsi per sempre
in quella terra e subito costruirono un cartello tutto per loro sulla vetta più
alta del Monte Maggiore. 9;
Le fate, come tutte le fate, oltre a
essere belle, avevano poteri magici. Potevano volare e costruire tutto quello
che volevano fra il tramonto del sole e il primo canto del gallo al mattino. Al
primo segnale del gallo si ritiravano nei loro palazzi, lontano dagli sguardi
indiscreti.
Tutto quello che costruivano le fate era bello. E se c'era una terra bella, esse
la trasformavano in un mondo meraviglioso. Così decisero di trasformare anche
l'Istria, facendone un paradiso. 9;
Ogni sera, quasi per divertimento, scendevano
in volo dalla montagna, facendo ondeggiare i veli delle loro vesti di bianca
seta e sparpagliandosi poi per il mondo. Tornavano in Istria prima del primo
canto del gallo, portando nei loro grembiuli tutto ciò che di più bello avevano
raccolto sulle coste e sui mari del mondo. Così, una notte dopo l'altra,
ornarono l'Istria con argentei nastri di fiumi, con verdi macchie di boschi, con
ridenti borgate poste sulle gobbe delle colline e nelle insenature delle coste
del mare. (...)
Rassegna Stampa
L'Istria
contadina: i miti, le storie, le leggende ("La
voce del Popolo", Savato 3 gennaio 2004)
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