EDITRICE SANTI QUARANTA

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"Avvenire", 14 gennaio 2006

 

Luigina Battistutta, fiabe e invasioni nell'Italia del Nordest

 

di Claudio TOSCANI

 

“Chiudo gli occhi e mi lascio cullare dalla sua voce antica che racconta storie la cui memoria è affidata ormai solo al suo mormorio sommesso.” A un lettore come me, padano sputato, le pagine di questo libro, suscitate dalla descrizione di una striscia di terra che dalle Prealpi Carniche al mare di Carole profilando costeggiali fiume Livenza, fanno l’effetto di una pittura fantastica, tra meravigliante evocazione naturalistica e mitica evaporazione storico-memoriale.

Inoltrandomi nel testo poi, il puro e rifrangente cristallo della prosa di Luigina Battistutta mi sottrae totalmente dal mio piatto paesaggio d’autunno ossidato per trasferirmi, mente-anima-corpo, nel veneto ritaglio di primavera che lei ambienta la “primo sole della bella stagione”. E leggo ancora:”Ma ecco che, alzando la voce in un impeto fatto di gorgoglii e di singhiozzi, La Livenza racconta l’invasione degli Unni e degli Ungari, che scorrazzarono per la pianura durante secoli, a ondate, saccheggiando e distruggendo”.

Ma non solo: la Livenza (unico fiume femminile), serbando memoria di donne al bucato, sciabordio di barche, fragore d’eserciti, di guerre e guerricciole, tramanda fatti e misfatti di epoche comunali e di Signorie, di Stati Patriarcali e lagunari repubbliche, floridi artigianati e gastronomiche civiltà. Ma fra un secolo e l’altro, per non dire millenni, ecco le favole, le fole, le leggende; ecco folletti e fantasmi e fate; gnomi e draghi fra qualche umana fortunata creatura. Si avvertono, come echi da un fondale, storie di dogi, principi e vescovi, ma anche di briganti, mercanti e mendicanti: tutto, però, tra riga e riga, quasi a non dar fastidio, perché tempo e spazio del libro riservano, per sé soli, sfumati quadri di ornitologia poetica, fauna prodigiosa, miracoli di flora e circostanze di sogno. Passando da un capitolo e l’altro, Luigina Battistutta, che in questi luoghi ha trascorso infanzia e giovinezza, che qui ha coltivato amore verso le tradizioni, tra vere, verosimili o presunte che lungo la Livenza ha accudito e conservato dorati ricordi e argentate passioni, ci accompagna attraverso tiepide persistenze di mito ed enigmatiche presenze di vita.

Ancora: tra sognanti e stregate foreste ma anche storici contadi, là dove l’incanto dei paesaggi delle boscaglie fluviali e degli smaltati coaguli di nebbia e nubi, hanno delineato i destini di una terra che da sempre sa superare aspre vicissitudini e dolorose congiunture, anche solo godendo dei tremanti miraggi dell’immaginazione e del sogno. Non per nulla il risvolto di copertina del libro afferma:”L’Autrice possiede il senso lieve e premuroso della storia che dà un fondamento realistico al suo splendido viaggio d’acqua…”

 

webmaster Marco Giorgini