EDITRICE SANTI QUARANTA

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Avvenire, Sabato 22 dicembre 2001

NARRATIVA

Bartolini, le molte storie di un incerto soggiorno

di Claudio Toscani

 

Proprio perché apre su una narrazione non esplicita, ma al condizionale, se il titolo di questo romanzo che Elio Bartolini pubblicò per la prima volta nel ’67 fosse seguito da un punto interrogativo, sarebbe meno intrigante. Riproposto oggi da un intelligente editore trevisano che, passo passo, ripubblica tutta l’opera di questo stupendo scrittore Friulano, Chi abita la villa, sorprende per la sua perdurante modernità, per la sua intatta miniera strutturale, per quell’istigante corrente sperimentale che l’attraversa in calcolata e raffinata rielaborazione/rifiuto delle unità della letteratura tradizionale. Così è vero che il tempo è sospeso, se le pagine procedono tra incrociate dissolvenze di presente e passato (la contessina che abita la villa in rovina e il retroterra storico-psicologico-culturale che domina l’incerto soggiorno della ragazza). È vero che lo spazio è incerto, se alla mensoria esattezza della collocazione di oggetti e soggetti, nonché di tutta una p reziosa dimensione antiquaria si succedono nel racconto le variabili dello sfacelo, le mutazioni architettoniche, le rettifiche planimetriche, regesti e catasti e ritocchi di prospettiva. Così come è vero, infine, che la contessina lascia il posto di protagonista a una civetta, se non addirittura all’armata dei topi che dal profondo delle cantine tramano contro la sopravvivenza della villa.

Si capisce allora, come Bartolini non voglia darci una narrazione solita, casuale, consueta, ma un’ipotesi di racconto. Per la qual cosa non c’è obbligo di successione di fatti che determinano altri fatti, da un inizio a una fine, lungo un itinerario di cause-effetti che possa chiamarsi storia, o vicenda, o avventura. La regia dello scrittore si avvale di molteplici macchine da presa che girano in contemporanea il film del crollo (edilizio, ma anche sociale) riprendendolo da vari punto di vista. La storia è esterna e interiore. La vicenda sta nell’interferenza dei piani d’osservazione. L’avventura nella rivelazione degli stati d’animo, tra ironici, umorali, maniacali e "musicali" della contessina, che vive fino all’ultimo il destino della sua villa come della sua vita. Ecco perché, una volta delineato l’argomento del libro, come per un quadro cubista, la simultaneità di più piani, di più prospettive, di più occhi che guardano e che commentano, che scoprono ciascuno qualcosa d’accordo o in disaccordo tra loro, lascia nel dubbio la realtà, la rende casuale, presunta, fortuita. Al limite astratta, come la stessa vita.

Elio Bartolini

Chi abita la villa

Santi Quaranta

Pagine 154 Lire 20.000

webmaster Marco Giorgini