di Marika Della Martina
Campovento è il nome di un casolare, un luogo tranquillo e misero, nella campagna del Sud, ma è anche il luogo della memoria, del ricordo e, soprattutto, dell’utopia.
Sonia Ravioli, nel suo romanzo d’esordio, racconta la storia della rinascita e della ribellione di alcuni giovani, la banda di Campovento, nati e cresciuti in un ambiente povero e ancorato ad antiche tradizioni, spesso troppo chiuso per lasciare la libertà di vivere. Sappiamo che la storia si svolge nel Sud, ma l’autrice lascia sempre volontariamente indeterminata l’indicazione del luogo. Le vicende narrate, sembra suggerire, non riguardano un paese preciso, bensì un’intera popolazione. Sono la storia di una piccola rivoluzione, dell’emancipazione e della lenta conquista di una propria dignità. Per questo Campovento potrebbe trovarsi ovunque.
Con una narrazione lenta e intensa, Sonia Ravioli segue la vita della banda di Campovento, un gruppo di ragazzini tra i quali spicca Rita, il vero perno e il motore dell’intera vicenda. Irrequieta, imprevedibile, incapace di sottostare a qualsiasi tipo di regola, Rita maledice il fatto di essere nata donna, in un’epoca, siamo nel primo dopoguerra, e in un paese in cui essere donna voleva ancora dire essere considerata inferiore e dovere servire un uomo per il resto della propria vita. Lei, invece, vuole vivere come un uomo. È intelligente e indomabile. I genitori la mandano a studiare al Nord, e qui la sua vita cambia. Entra in contatto con gli studenti che alla fine degli Anni Sessanta scendono in piazza e s’infervora per la politica e l’ideologia comunista. Una volta laureatasi, viaggia per conoscere il mondo, in attesa di decidere che sarà di lei. Il richiamo della terra natale è però troppo forte, e Rita sceglie, infine, di ritornare nel suo Sud, dove gli amici hanno più che mai bisogno di lei. Le cose stanno cambiando anche lì; forse, però, stanno andando sempre peggio. I braccianti si ribellano, ma le loro lotte si concludono spesso nel sangue. Come se non bastasse, un po’ ovunque spuntano enormi palazzi che deturpano lo splendido paesaggio.
Pronta a lottare contro ogni soperchieria e decisa a mettere in pratica i propri ideali, Rita raccoglie intorno a sì i vecchi amici della banda di Campovento, e, unendo le loro semplici ma grandi forze, fondano una cooperativa agricola: la cooperativa di Campovento. Ogni inizio è debole, ma tenacia e forza di volontà permettono di superare ogni ostacolo. La cooperativa diventa un punto di riferimento per la gente del luogo e, lentamente, s’ingrandisce.
Campovento è un romanzo intenso, animato soprattutto da un idealismo profondo. Sonia Ravioli racconta il sogno di una ribellione al modernismo che avanza fagocitando ogni cosa, ma anche contro l’ottusità di un mondo chiuso tra pregiudizi e ignoranza.